Come si vive a Londra con figli piccoli?

London ToysSiamo arrivati alla seconda puntata dell’intervista a Marta (la prima si trova qui) che vive da otto anni a Londra con marito e due figli.

Eccoci di nuovo qui, Marta, raccontaci come si vive a Londra con figli piccoli?

Londra e’ fantastica per i bambini. Ci sono parchi stupendi (noi abbiamo scelto di vivere vicinissimo ad uno di essi: Victoria Park), abbondano le attività gratuite per bambini da 0 a 5 anni, del tipo One o’clock clubs (questo link ne ha alcuni, ma quasi tutti i parchi di misura medio-grande ne hanno uno) e i Children Centre che offrono corsi di massaggio, yoga, musica, play drop-ins.

Londra è una meta nota per molti italiani. Cosa fare e cosa vedere di insolito con bambini e ragazzi?

Come noto a Londra i musei sono tutti molto interattivi, e spesso hanno attività gratuite per bambini. Oltre ai classici e conosciuti, ecco qui una lista di altri musei minori ma non meno organizzati:

LondonBOOK-          dockland museum,

-          horniman museum,

-          Geoffrey Museum,

-          Ragged School Museum,

-          Museum of London,

-          maritime museum

-          Museum of Childhood (il nostro luogo preferito nei pomeriggi piovosi)

-          Discovery Story Centre

Ci sono moltissimi festival con spazi dedicati all’infanzia o su di essa incentrati, tra questi: Thames Festival, London Children Literature Festival, Lollipop Festival, Wilderness Festival, End of the Road Festival, Kids week.  La città offre anche corsi gratuiti o a poco prezzo, anche per i più grandi. Quelli che frequentiamo noi, per esempio, sono: BMX – £3 per sessione, dai 4 anni; Creta – £5 per sessione, ma ti porti a casa quello che fai e i bimbi hanno la possibilità’ di lavorare al tornio, dai 3 anni; Football – in Victoria Park £2 a sessione, dai 3 anni; Tennis – Victoria park £2 a sessione, dai 4 anni; Karate £5; Kick boxing £5.

Regents parkInoltre ci sono spesso eventi gratuiti nei parchi, quali proiezioni di balletti e opera, e anche l’orchestra sinfonica offre eventi per bambini: http://www.southbankcentre.co.uk/whatson/lpo-funharmonics-71609. Oltre a vari spettacoli accessibili ai bambini, inclusi quelli all’opera, sono molti teatri apposta per bambini, dal fantastico Little Angel chef alle marionette per bambini ed adulti: http://www.littleangeltheatre.com/. Ristoranti e caffè sono ben attrezzati, con giochi a disposizione, i mezzi pubblici sono abbastanza fruibili (con esclusione della metropolitana, quando si gira ancora il passeggino!). Io vivo molto il mio quartiere perché la città e’ grande. Ma ciò ha il vantaggio che i miei bambini girano molto in bicicletta (e andavano senza rotelle già dai tre anni!) e sono diventati grandi camminatori. Ci sono poi anche le “City Farms” che sono ottimi posti per passare interessanti pomeriggi. Le farm vicine a noi sono: Hackney City Farm, Stepney Green City Farm, Mudshoot Farm, Shoreditch Farm.

british school systemIl sistema educativo inglese è molto competitivo, come ti sei trovata? Come hai scelto la scuola dei tuoi figli?

Ho lasciato decidere il comune. Noi non eravamo in un situazione economica che ci consentisse di scegliere una scuola privata, una cosa qui molto più diffusa (ma anche più costosa!) che in Italia, di conseguenza si e’ trattato di andare per scuole pubbliche.  Qui a Londra, per quanto riguarda la scuola pubblica, uno fa domanda per le 6 scuole che gli interessano di più. Il criterio per essere accettati è principalmente la distanza dalla scuola. In alcuni quartieri la distanza e’ determinata con il criterio “as the crow flies”, ossia la distanza in linea d’aria (come se si trattasse di una linea aerea). in altri quartieri si calcola il percorso che si fa a piedi da casa a scuola. Se hai un figlio che già frequenta la scuola hai precedenza sugli altri, e se hai un figlio con bisogni speciali (special needs, in Italia si chiamano BES) hai precedenza su tutti. La selezione scolastica e’ vissuta con molta ansia dai genitori, perché la vita qui e’ molto competitiva e le scuole sono molto diverse l’una dall’altra, essendo gestite indipendentemente e non direttamente dal governo. Tutti vogliono quelle che sono percepite come le migliori scuole. Quindi, per ottenere un posto, molti affittano una casa accanto alla scuola per un po’ di mesi, aspettano che i figli siano ammessi ad una data scuola e poi tornano a vivere nella loro “vera” casa. Due mie amiche hanno i figli che sono stati ammessi grazie al trucco dell’affitto casa; con una non sono – ahimè – più amica. Questo sistema crea quel fenomeno che io chiamo delle “scuole pubbliche private”. Cioè chi si può permettere di affittare/comprare vicino alla scuola al momento considerata buona, entra.  Spesso i costi delle case in queste zone e’ molto più elevato che in altre (secondo il Financial Times, fino al 20% in più). A parte questi trucchi, il sistema di istruzione è piuttosto meritocratico, se non altro perché esiste una autorità veramente indipendente che valuta la qualità delle scuole: l’OFSTED. L’acronimo sta per Office for Standards in Education, Children’s Services and Skills. L’OFSTED svolge periodicamente accurate ispezioni su tutte le scuole britanniche, di ogni ordine e grado! I genitori, quindi, usano l’OFSTED come una guida, ma poi spesso fanno visita a tutte le scuole dove hanno chances di essere ammessi e tentano di avere piu’ informazioni possibile parlando con genitori/amici che gia’ frequentano le scuole.

we know our coloursCosa hai imparato da questa esperienza sulle scuole di Londra?

Con due figli, io ho vissuto intensamente questo processo di selezione, dal momento che, per caso, abito molto vicino ad alcune ottime scuole. Detto questo, ogni scuola poi e’ effettivamente diversa proprio nello “spirito” che la contraddistingue. Tra quelle frequentate dai miei figli, in una i bambini portano la divisa, nell’altra no. In una ci sono compiti fin dalla reception, all’altra non li danno mai. Una ha una impostazione più creativa, mentre l’altra più accademica. Una ha una popolazione scolastica più mista (turchi, west Africans, indiani, vietnamiti), l’altra più bianca. Una e’ più tecnologica, con Ipad per molti studenti, l’altra meno. Insomma, le differenze tra scuola e scuola sono molte: una scuola qui vicino segue il curriculum internazionale, mentre quelle dei miei figli quello nazionale. Le scuole poi hanno accesso a diversi fondi e possono investirli come vogliono, possono anche confederarsi per rendere più efficienti le proprie risorse. Inoltre le scuole hanno gli schools club (variano da scuola a scuola). Si tratta di corsi tenuti al termine dell’orario scolastico e offerti dalla scuola ad un prezzo modico.  C’è anche un’altra grande differenza nelle scuole pubbliche: esistono ora quelle che si chiamano Academies, che sono scuole con fondi pubblici, ma gestite da privati. L’idea credo fosse che inserire il privato nel pubblico avrebbe dovuto alzare gli standard qualitativi. Il dibattito e’ ancora molto acceso, come testimonia questo link: http://www.bbc.co.uk/news/10161371. Ed infine ci sono le scuole private. Io ho molti amici che mandano i figli alle private.

Quale rapporto hanno i tuoi figli con le lingue parlate in famiglia e a scuola?

Loro sono madrelingua inglesi. Parlano italiano con me, con la babysitter e con nonni e cugini. Olivia, la maggiore, e’ bilingue bilanciata. Lev, il secondogenito, no. Credo questo  sia il risultato di un misto  di cose tra cui la sua personalità, ma anche il fatto che, quando lui era piccolo, abbiamo passato meno tempo in Italia ed e’ stato meno esposto alla lingua.  Infine anche a casa se prima parlavo solo italiano, una volta che Olivia ha iniziato a parlare bene, durante i pasti in famiglia abbiamo iniziato a parlare solo inglese (il papà non parla italiano). Ogni tanto ci divertiamo a parlare italiano con un forte accento inglese… ed è un gioco che i ragazzi fanno volentieri. In realtà entrambi i miei figli hanno un ottimo accento italiano.

 La vita da expat in cosa ti ha arricchito?

Difficile rispondere. Non credo che a me si applichi molto la categoria dell’Expat: ho vissuto all’estero per troppo tempo e in troppi posti diversi. Può essere paradossale come affermazione, ma ci vogliono radici per essere expat ed io di radici non ne ho, ormai sono cosmopolita, insomma, una third culture person (come i “third culture kids“).

Ti capita di frequentare più inglesi o più espatriati?

Credo di avere risposto sopra. Conosco pochi inglesi. Quelli che conosco sono prevalentemente genitori, come me, conosciuti al parco o a scuola.

Colours

Se potessi scegliere il posto in cui vorresti che i tuoi figli crescessero, quale sceglieresti e perché?

Io vorrei viaggiare. Mi piacerebbe vivere nel sud est asiatico, nell’Europa centrale (Olanda, Germania, Svizzera), in India e in Australia. Per me e’ importante che si sperimentino cose diverse, che si abbiano spazi verdi da esplorare e molti, molti stimoli culturali.

Ed io ringrazio tantissimo Marta per questo interessantissimo excursus londinese, così diverso dal solito e…le auguro di realizzare i suoi sogni!


Se ti è piaciuto questo post diffondilo via mail o con i social network.  Inoltre, ti potrebbero anche interessare:

Aggiungi un commento - Leave a Reply