Vivere a Londra: una mamma italiana racconta

london view from the tatemodern2Londra: con Parigi certamente una delle mete straniere preferite dagli italiani.

Ma, turismo a parte, chi non si è mai chiesto come sarebbe viverci? Una metropoli cosmopolita, dove convivono tradizione e innovazione, splendidi musei gratuiti, trasporti efficienti, curatissimi parchi, ma anche un clima giudicato da molti sfavorevole e, soprattutto, prezzi alle stelle. Come è, veramente, la vita degli expat a Londra?

E, soprattutto, com’è Londra per chi ci vive con figli piccoli?

L’ho chiesto a Marta, intraprendente expat che vive a Londra da otto anni. Ne è uscita una lunga intervista, che ho diviso in due post: la prima parte riguarda come si vive a Londra in generale, la seconda, oggetto di un secondo post, si concentra su come si vive a Londra con bambini.

 

london6Marta, da quando vivi a Londra e come e perché ci sei arrivata?

Mi sono trasferita a Londra nel 2005, prima di avere bambini. La motivazione era personale e non professionale. Londra rappresentava il punto di incontro tra gli Stati Uniti, dove viveva il mio compagno, e l’Italia, dove vivevo io.


Come sono stati i primi tempi?

Vivere a Londra e non avere un lavoro e’ dura. La città non si ferma per chi – come me allora – ha troppo tempo a disposizione. La gente e’ molto impegnata ed e’ normale fissare appuntamenti a 3 o 4 settimane di distanza. Inoltre Londra e’ cara. Detto ciò, per esempio, gli impianti sportivi non costano molto e mi ricordo di aver fatto lunghe nuotate mattutine, passeggiate, musei, sia pure con lo stress di chi deve cercare lavoro.

Quale è lo spirito giusto per affrontare un trasferimento?

Onestamente non saprei. Dipende molto dalle motivazioni del trasferimento, se si hanno o meno figli, se si ha un lavoro e così via. In generale – suppongo – e’ importante capire quali sono i network nei quali ci si può inserire facilmente, e usare questi come trampolino di lancio per capire come funziona la città, la vita del posto in cui ci si e’ trasferiti, ecc..

Internet può certamente aiutare assai in questo, con i vari MeetUp a tema presenti in ogni città.  Ci sono poi anche specialisti dell’inserimento, per esempio ho conosciuto un ragazzo francese il cui lavoro era, appunto, quello di aiutare nuovi arrivati ad inserirsi. La comunità francese a Londra e’ molto organizzata. Gli Italiani hanno Italians of London che, per me, e stato ottima per trovare nanny, ma penso sia molto buona anche per trovare casa o  lavoro. Le appartenenze universitarie e di categoria anche possono aiutare. La Bocconi, per esempio, ha un ottimo Alumni’s network che organizza eventi.

london3In quale zona di Londra abiti e perché? Quali sono pregi e difetti di questa zona?

La zona in cui vivo si chiama Victoria Park e si trova a South Hackney. Io ho vissuto solo a East London e South London, non conosco per niente la zona Ovest dove vivono la maggioranza degli italiani “bene”. Londra è piena di piccole aree stupende, ed io vivo in una di queste. E’ un cosmo a sé stante, completamente autosufficiente e ricco; siamo ai bordi di un bellissimo parco, abbiamo ristoranti/bar e ottimi negozi alimentari (cosa che, almeno a Londra, non e’ necessariamente ovvia come a Roma), cinema recentemente ristrutturato con 5 sale, teatro, biblioteca – tutto a piedi.

Inoltre siamo vicini alla City, a Canary Wharf, a Shoreditch e al parco Olimpico con tanto di super shopping mall di Westfield (http://uk.westfield.com/stratfordcity/).  Tutte queste location sono a 20 minuti di bici o meno da casa mia.

La nostra vita, dal punto di vista logistico, si svolge prevalentemente in bici o a piedi, anche quella dei bimbi. E’ un fatto che apprezzo molto (anche perché non ho la patente).  C’e’ un buon senso di comunità  e ci si conosce un po’ tutti.

Gli svantaggi non li saprei menzionare, perchè sono piuttosto contenta del luogo in cui vivo. Siamo abbastanza ben collegati con aeroporti, vicini ad una bella foresta, Epping Forest. Siamo vicini a dove lavoriamo e abbiamo un buon accesso al centro di Londra, anche se non ci possiamo certo considerare “in centro”.

london5Che lavoro svolgi a Londra?

Al momento sto lavorando per una start-up che si occupa di digital marketing competitive intelligence, ma sto molto seriamente valutando di cambiare, per diventare insegnante di scuole elementari.

Qui e’ comune – e relativamente facile – quello che si chiama re-trainingMolta gente cambia lavoro, ritorna a studiare e si reinventa. Da quando ho pensato di diventare insegnante ho incontrato almeno 5 persone che stanno facendo la stessa cosa: la manager di un’agenzia pubblicitaria che dopo, 24 anni di lavoro, si sta qualificando per fare l’insegnante. Un ingegnere navale, che e’ rimasto cosi affascinato dall’esperienza di paternità che ha deciso di diventare, anche lui, insegnante. Altri esempi di gente che ha cambiato carriera (spesso dopo aver avuto figli) un avvocato del lavoro che si occupa ora di progetti sull’integrazione culturale alle superiori, un economista che ha fatto un master in psicologia e lavora per un’organizzazione che si occupa del fenomeno delle gangs, una produttrice televisiva che ha fatto un master e lavora come social worker, una designer di tappezzeria che e’ diventata maestra Montessori…insomma, l’elenco è lungo!

Per quanto riguarda il lavoro, come è la situazione nel tuo settore a Londra?

Buona direi. A Londra si ha sempre l’impressione che, se uno vuole, può fare. Certo la vita e’ molto cara. Gli alti prezzi sono compensati dall’abbondanza di servizi gratuiti. Dalla sanità (c’e’ l’NHS, il che vuol dire non e’ necessario avere una assicurazione privata), alla cultura.

London1Ti è mai pesato vivere da expat?

No. io non mi sento un expat. Conosco pochi italiani qui a Londra. Mi sento straniera come, del resto, è la maggioranza della gente che ci vive. Al massimo un si sente di non essere parte del giro degli inglesi, ma questo, alla fine, era il mio problema anche a Roma.

Sai, Elisabetta, io ho lasciato Roma a 14 anni e sono tornata a 24. Ci ho messo due anni per sentirmi a casa e i romani non mi hanno mai veramente accettata come concittadina. Sono sempre rimasta un po’ straniera, avendo vissuto in Svizzera, Milano, Seattle, Aberdeen e New York, prima di tornare a Roma, dove mi sono fermata ben 10 anni. L’unico modo per sentirsi veramente appartenente ad un luogo, penso, sia avere frequentato le superiori e le media nelle luogo in cui si vive.  Altrimenti si rimane sempre un po’ stranieri.

Bene, io ringrazio veramente di cuore Marta e… appuntamento al prossimo ‘post’ dove ci spiegherà com’è vivere a Londra con due bambini piccoli!

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