Un summer camp tutto inglese a un’ora da Roma: the Hazelhut

E’ un dato di fatto che i summer camp in inglese per bambini si stiano moltiplicando in tutta Italia, senza che ci sia bisogno di andare in Inghilterra per fare questa esperienza, come ho scritto qui. Finalmente le imprese private hanno compreso che conviene offrire programmi volti a colmare – in modo ludico – le lacune che la scuola italiana lascia nella conoscenza delle lingue straniere.

Per ora “lingue straniere” è un misnomer: si tratta solo di camp in inglese. Sono tuttavia fiduciosa che magari, in futuro, ce ne saranno in Italia anche in francese, spagnolo o tedesco e, magari, che vi saranno anche più camp di tipo scientifico-intellettuale-artistico, dalla geografia astronomica alla scrittura creativa.

Alcuni di questi nuovi camp in lingua sono un po’ improvvisati; altri sono validi ed ho citato alcuni di questo secondo tipo in un post sui centri estivi in inglese.

Questa volta però vorrei dedicare spazio ad un camp proprio speciale, perché è organizzato da persone che sono, a loro volta, speciali, che ho avuto il piacere di conoscere e apprezzare.

Il campo in questione, che, in realtà, è un vero e proprio “centro educativo” in funzione tutto l’anno, si trova nella campagna laziale, tra castagni, noccioleti ed oliveti a poche centinaia di metri dal centro della storica città di Ronciglione. Ospita pochi bambini/ragazzi per volta (12 per la precisione) ma, soprattutto, è organizzato e gestito sin nel dettaglio da due persone molto carine: Ottavia e James.

Si, perché io a “The Hazelhut” (letteralmente il rifugio dei noccioli) ci sono stata. Ne avevo letto sulla newsletter di una scuola internazionale, per cui, quando hanno organizzato un open day, non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di passarci mezza giornata con il resto della famiglia ed altri amici con bambini.

La sorpresa è stata piacevole, sotto ogni profilo. La Cassia verso la campagna viterbese porta verso paeselli come, appunto, Ronciglione che sono molto più carini di quanto non avessi mai pensato, con quell’aria leggermente delabré ma begli edifici. Il percorso in macchina da Roma è stato abbastanza breve, con 45 minuti siamo arrivati in mezzo alla campagna dove James ci ha accolto con Ottavia come se ci conoscessimo da sempre. In effetti, quello che più mi ha colpito è stata… l’accoglienza.

Un attimo, ma chi sono Ottavia e James? Potrei rispondere in molti modi. Intanto sono due scozzesi (con accento inglese e non scozzese, il che aiuta i non madrelingua) innamorati dell’Italia. Inoltre vantano, nei loro rispettivi curricula, oltre 10 anni di insegnamento: hanno lavorato nel campo dell’istruzione in Italia in varie scuole internazionali, sia a Milano, sia nel Lazio, all’Ambrit di Roma e alla St. Thomas International School di Viterbo, che è gemellata con l’Ambrit. Conoscono quindi assai bene il Primary Years Program dell’International Baccalaureate, di cui si è anche parlato in questo sito, sia qui, che nelle parole di un genitore, qui.

Ottavia e James, come molti altri anglosassoni, amano la campagna; da questo amore è nato the Hazelhut. Il centro offre un luogo dove vivere tutto in inglese, dalla lettura allo sport, dai momenti conviviali alle attività ricreative ed è rivolto a bambini e ragazzi tra 8 e 12 anni, provenienti sia dalle scuole internazionali (che spesso “perdono” l’uso della lingua inglese durante le lunghe vacanze estive), sia dalle scuole italiane. The Hazelhut è aperto per il fine settimana durante il periodo scolastico: in questo caso i bambini possono arrivare il venerdì sera e tornare a casa la domenica pomeriggio/sera, trascorrendo quindi il fine settimana con altri bambini nel centro, con incluso il supporto per i compiti ed un’ora di lezione formale di lingua inglese. Durante le vacanze scolastiche c’è la possibilità di fare soggiorni settimanali, ossia i veri e propri camp. Ovviamente si possono organizzare anche programmi ad hoc per specifiche scuole (gli insegnanti interessati ad organizzare camp per i loro allievi possono contattarli a questo indirizzo: hazelhutrome@gmail.com).

Durante l’open day ho visitato la struttura. C’è un campetto da tennis e calcetto, una piccola piscina e molta campagna. E poi stanze per l’arte e la lettura, camini e sale da pranzo. Fuori, nel cortile, un forno a legna per cuocere insieme la pizza, ovviamente fatta dai bambini secondo il loro gusto. C’è la possibilità di andare a cavallo o di fare arts and crafts. Le stanze sono da tre ragazzi, arroccate nel piccolo podere. Non immaginatevi un albergo a 5 stelle, però: le stanze sono molto spartane (all’inglese), ma molto pulite (all’italiana). Intorno, c’è verde, campagna e bosco.

Di tutta la giornata, quello che mi è più rimasto in mente è come Ottavia e James siano riusciti, con tutti quegli sconosciuti che mettevano il naso dappertutto, a far sentire le persone veramente a casa. Mentre mi aggiravo per la casa e intorno al buffet, James mi ha illustrato i valori e i principi educativi che lui e Ottavia perseguono nell’attività di insegnamento. “The four key elements to happy learning – mi diceva James – are as follows: (1) A safe and caring environment; (2) Appropriate responsibilities; (3) Acknowledgement of achievement; (4) New experiences“. Vale a dire: un ambiente sicuro e accogliente; l’autonomia (i bambini devono essere messi nella condizione di essere autonomi…ricorda Maria Montessori e il suo “aiutami a fare da solo”..); il riconoscimento di quanto si è saputo fare (i bambini devono imparare a fare in modo che possano essere lodati per quanto hanno fatto); il fare nuove esperienze (per ampliare i propri orizzonti).  Queste parole mi hanno convinta, se ce ne era bisogno, che per James ed Ottavia l’insegnamento è tanto una professione quanto una vocazione: non mi pare poco…

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