Scuola inglese: tutti la vogliono, tutti la cercano. Se l’Inghilterra esporta il suo standard educativo…

educazioneglobale Londra!Le scuole internazionali di lingua inglese e con programma britannico si moltiplicano in tutto il mondo (anche in Italia: se ne è parlato in questo post).

Non c’è grande città  al mondo che non ne abbia una (o più) e che non abbia docenti ed esami britannici.

In Italia, addirittura, i licei pubblici stanno incorporando, nei propri curricula, alcuni esami britannici (gli IGCSE, come si fa nei Licei Certificati Cambridge).

Non ha quindi tutti i torti il Times Education Supplement nell’affermare, sia pure un pò enfaticamente, che avere un figlio che sostiene tre A levels prendendo A o A* (ossia 10 o 10 e lode) è l’ultimo status symbol, come guidare una Porsche o sfoggiare un Rolex (così il TES del 1 agosto 2014).

Quale che sia la verità, il TES cita comunque cifre ragguardevoli sulla diffusione degli standard educativi britannici. Secondo i dati forniti dall’International School Consultancy Group (ISC), le rette pagate, a livello globale, a scuole internazionali britanniche, ammonterebbero ormai a 40 miliardi di dollari (in media queste scuole costano 10 mila dollari l’anno, ma la media non tiene conto dell’incremento annuale, dovuto all’età dei discenti…).

Le scuole internazionali nel mondo sono più di 7 mila; il 42% di queste segue il programma britannico (British Curriculum).  Gli studenti di queste scuole, a livello globale, sono aumentati dai 3.3 ai 3.6. milioni.

educazioneglobale UK & IrelandLe scuole britanniche nel mondo hanno, ovviamente, un corpo docente inglese. E’ per questo motivo che più di 100.000 docenti britannici insegnano fuori dal Regno Unito.

I docenti si muovono allettati dalla possibilità di godere di climi miti, di appartamenti gratuiti e di vivere esperienze professionali nuove e avventurose. Ma, sebbene anche l’Italia abbia tante scuole internazionali, non è il Belpaese la meta più ambita. Le economie trainanti e in crescita fanno molto di più per attrarre docenti preparati, infatti la maggior parte dei docenti britannici cerca di andare in Asia, Medio oriente e Sud America, nei paesi con economie più competitive o fortemente in crescita.

Considerando che quelli che insegnano nel Regno Unito sono poco meno di 500.000, si comprende che i docenti expat sono una quota consistente; il numero totale dei docenti britannici all’estero è superiore a quello dei membri dell’intero esercito inglese.

Come dire che un tempo l’impero britannico si espandeva militarmente, oggi gli imperi si creano o si mantengono con un “soft power”: la diffusione della propria lingua e della propria cultura!  Non è un caso che scuole prestigiose come Harrow, Wellington College e Marlborough College abbiano campus all’estero.

Se si poi si aggiungono alle scuole internazionali anche le università si comprende bene che il settore dell’education, per il Regno Unito, è un business senza pari!

E l’Italia quanto investe per diffondere la propria lingua e la propria cultura all’estero?

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