Come selezionare una tata (o una baby sitter)

educazioneglobale tataTuo figlio è nato e, passato il periodo del congedo devi tornare al lavoro, o alle tue normali attività.

A chi lasciarlo?

In Italia molte coppie di neogenitori si appoggiano al welfare famigliare. Se sei tra i fortunati che hanno dei genitori pronti ad impegnarsi a tempo pieno nella cura dei nipoti forse questo post ti riguarda solo in parte.

Altrimenti, prima o poi, potresti trovarti nella condizione in cui stavamo io e mio marito in una certa sera del novembre 2004, da più di un mese alla ricerca disperata di una tata per sostituire quella che era stata con noi per tre anni e che se ne andava.

Ne è passato di tempo e,  con tre figli abbiamo avuto per periodi più o meno lunghi diverse tate. Si sono quindi moltiplicate le nostre esperienze di “selezione del personale”, spesso per aiutare amici, anche loro alla ricerca di una nanny. Superata abbondantemente quota cento colloqui, l’esperienza sin qui accumulata è notevole.

Se, dunque, anche tu ti trovi nella condizione di cercare qualcuno che si prenda cura di tuo figlio, questo post fa per te.

Tanto per cominciare, è bene avere le idee chiare. Di cosa hai bisogno? Di qualcuno che tenga il neonato tutto il giorno? Oppure che riprenda la bambina al nido e ci giochi nel pomeriggio? E’ necessario che questa persona, mentre tuo figlio riposa, ti metta a posto la casa?

Una volta chiarito cosa vuoi, dove e come cercare?

Per trovare la persona giusta potrebbe essere utile un passaparola fra amiche, parenti, colleghi, ecc. Una babysitter che vive vicino a te e che magari ha già lavorato per qualcuno che conosci sarebbe la scelta ideale. Anche le parrocchie sono spesso in contatto con persone affidabili in cerca di lavoro e potrebbero esserti d’aiuto nella ricerca della persona adatta.

Nel caso in cui il passaparola non funzioni, vari comuni hanno istituito dei veri e propri “albi” a disposizione del pubblico.  Un’altra possibilità, se abiti in una grande città, è di leggere gli annunci sulle riviste di quartiere che vengono distribuite gratuitamente presso bar ed esercizi commerciali. Infine c’è sempre la possibilità di rivolgersi ad una agenzia.  Io non ne ho mai usate e, dunque, non vorrei fare pubblicità a questa o quella, mi limito ad elencare alcune tra le più note.

In passato ho usato Le Cicogne. Ma ci sono anche Stella cadente, Nanny e Butler, Le fate turchine, agenzie che operano in varie parti d’Italia; ma vi sono anche portali, come a Cercatata.it o Oltretata.it nonché Sitterlandia e Yoopies. 

Infine, se il bambino non è così piccolo, una buona idea può essere anche quella di prendere una ragazza alla pari che, magari, insegni a tuo figlio una lingua straniera: l’inglese o il cinese, il franceso o lo spagnolo. Per chi sta a Roma e cerca una baby sitter (e non solo) che parli inglese c’è anche Angelstaff.

Non prendere la selezione alla leggera, soprattutto se tuo figlio è molto piccolo. Certo, l’ideale sarebbe vederne una, magari consigliata da qualcuno di cui ti fidi, e trovare subito che è la persona che fa per te. Ma questa è l’eccezione piuttosto che la regola. Dunque organizzare bene il colloquio di lavoro…serve.

Io ho sempre trovato utile organizzare una vera e propria intervista preassuntiva, preparando, per ciascuna candidata, una scheda di domande e appuntando le risposte. Può sembrare eccessivo, ma posso assicurare che le schede servono. Può capitare di intervistare tre o quattro tate in un giorno e, a fine giornata, ammesso che tu non abbia incontrato Mary Poppins, non ricorderai più cosa ti ha detto una o raccontato un’altra.

Quali domande fare? Più sotto trovi un possibile schema per il colloquio, da modificare a tuo piacimento. Noterai che alla fine ho previsto una riga per le impressioni post – intervista. Non la trascurare! Compilala subito dopo il colloquio, perché, sempre se vedrai più persone, ti scorderai l’impressione che ti hanno fatto. Puoi scrivere i tuoi commenti e quelli del tuo partner.

Annota qualsiasi impressione ti colpisca della persona intervistata (ad esempio potresti scrivere “simpatica”, oppure “parla a voce troppo alta”, “odora di sigaretta”, o, ancora, “molto sorridente”), ti sarà utile nel caso fossi indecisa tra due persone che ti hanno colpito positivamente e ti aiuterà comunque a mantenere vivido il ricordo di ciascuna, nel caso non decidessi immediatamente.

 

TATA o BABY SITTER –  Schema di intervista preassuntiva

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Nome e informazioni generali:

  • Numero di telefono:
  • Provenienza del contatto (che te l’ha consigliata e dove l’hai trovata?):
  • Età:
  • Nazionalità (se straniera):
  • Anno di arrivo in Italia (se straniera):
  • Situazione del permesso di soggiorno (se straniera):
  • Stato civile, figli (e loro luogo di soggiorno):
  • Esperienze lavorative e studi pregressi:
  • Eventuale ultima occupazione e motivazione cambio:
  • Eventuali referenze:

Abilità

  • Esperienza con bambini: (quante, loro durata, età dei bambini, esperienza nel cambiare pannolini, preparare pappe, organizzare giochi ecc..)

Altre abilità:

  • Primo soccorso/iniezioni:
  • Possesso di patente auto:
  • Sa nuotare? (rilevante se state al mare):
  • Fuma?:
  • Disponibilità a lavoro extra (sabato, domenica o serali):
  • Disponibilità nel caso di chiamate all’ultimo momento (se il bambino si ammala)

Stato di salute:

  • Patologie in atto che riducano possibilità di lavoro:

Contrattazione

  • Stipendio (offerta e richiesta):
  • Darle una risposta entro il:
  • Impressioni post intervista o c.d. “effetto alone” (per le straniere, che spesso vengono in due o tre, fare attenzione all’effetto alone positivo di eventuali amiche più esperte che la accompagnano).

Quando avrai scelto, è sempre meglio richiamare le eventuali candidate scartate. E’ un comportamento civile e cortese; del resto se ti trovassi tu al posto loro vorresti essere contattato anche per sapere che il lavoro che cerchi non ti verrà offerto, giusto? Buona fortuna!

 

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