Questa estate li mando all’estero: una guida per genitori ai summer camp negli USA, Canada e Regno Unito

L’idea mi venne in mente una decina di anni fa: utilizzare il classico viaggio all’estero per consentire ai bambini di vivere un’esperienza ‘autoctona’, mediante l’iscrizione ad un centro estivo, ma in un paese diverso da quello di residenza. Insomma, ero partita da una constatazione che era poi diventata una domanda: anche i genitori degli altri paesi hanno lo stesso problema: come impegnare i bambini quando la scuola è finita ma mamma e papà ancora lavorano?

Così è iniziata l’epoca dei summer camp negli USA (che ho narrato nel post Summer Camp a New York: dove e come scegliere il campo estivo giusto negli USA) e, successivamente, in Canada ed ho scoperto un mondo assai più complesso e articolato del nostro.

Perché?

Perché l’offerta nordamericana sia di centri estivi non residenziali, sia di campi estivi residenziali (dunque senza o con pernottamento) è vastissima, assolutamente incomparabile, per quantità e varietà, alla nostra. Azzardo un’ipotesi: anche qui americani e canadesi sono arrivati prima di noi, per il semplice fatto che, probabilmente, c’è sempre stata una correlazione tra la quantità e la qualità delle offerte estive per bambini e la percentuale di donne attive nel mondo del lavoro.

La cultura nordamericana del summer camp

In tutto il nord America (Stati Uniti e Canada) i summer camp si sviluppano nella seconda metà dell’800 per i ragazzi e, dai primi anni del ‘900, anche per le ragazze. Ancora oggi in Canada e Stati Uniti non è inusuale trovare camp residenziali che operano, con poche variazioni, dal 1930!

Di summer camp in America ne esistono più di 12 mila, frequentati da milioni di adolescenti. È un’industria florida, che offre un’enorme varietà di esperienze diverse.

All’apparenza un mese di ‘summer camp’ è uno spensierato periodo di vita libera vissuta all’aria aperta. Ma, dietro allo spirito del camp si nasconde un’intensa esperienza di vita che serve per trasformare bambini ed adolescenti americani e canadesi in persone dalla tempra forte. Questi periodi di vita collettiva a stretto contatto con i propri coetanei sono pensati per avere un forte impatto fisico, mentale ed emotivo. Le attività sono frenetiche, le aspettative sia dei genitori che degli istruttori sono alte; che si pratichi uno sport o una disciplina accademica lo spirito competitivo è serrato, ma la competizione è sempre leale e lo spirito di gruppo è un valore fondamentale, tanto che molti camp si vantano di sviluppare non solo le capacità di leadership ma anche di fare team building.

La cultura del camp nordamericano mira anche a fornire solidi valori nei giovani, attraverso un’immersione negli ambienti naturali, lo sport e la vita all’aperto, tutti tratti fondamentali della mentalità pionieristica di americani e canadesi (e lo sa bene la mia figlia maggiore, oggi quindicenne, che alla tenera età di nove anni e mezzo si fece un camp di water sports tra i boschi canadesi dell’Ontario, dormendo in una casetta di legno senza luce elettrica e passando la giornata interamente all’aria aperta).

Il camp nordamericano nasce quindi come un tentativo di “ritorno alla natura”, in un sistema “a rete” che somiglia a quello dello scoutismo (del resto nato sempre nella cultura anglosassone) in cui i campers (ossia i giovani ospiti), e i junior councelors e senior councelors e camp leaders (ossia gli organizzatori, di età e responsabilità crescente) convivono svolgendo attività progettate per costruire in bambini e ragazzi indipendenza, e spirito di gruppo. Il camp fa parte del vissuto dei ragazzi americani e canadesi, che spesso passano da “utenti” del campo a camp councelor e a camp leader, a seconda dell’età.

E’ tutto un lungo allenamento per quella che sarà la prova più importante di tutte, ossia quella del College (l’università), esperienza che si fa, possibilmente, lontano da casa. Insomma, il summer camp fa parte dell’esperienza di vita nordamericana e non è infrequente che bambini anche di 8 o 9 anni vadano al camp anche per cinque o sette settimane.

In molti camp residenziali vi sono regole rigide che disciplinano l’allontanamento da casa e i contatti con i genitori: a volte non è consentito sentire i genitori per telefono che una volta a settimana e, comunque, s’invitano le famiglie a scrivere mail piuttosto che a telefonare.

Oltre ai camp fuori dai centri abitati, vi sono quelli delle città americane e canadesi, normalmente rivolti i bambini più piccoli e, dunque, senza pernottamento. L’offerta è molto vasta, sia perché gli americani hanno meno ferie di noi italiani, sia perché più donne (e dunque più madri) lavorano. A New York, come ho scritto qui, si può far fare pattinaggio sul ghiaccio in pieno agosto a bambine di due anni e mezzo…decisamente un camp di nicchia!

Non vi sono solo camp sportivi o multi attività, ma anche campi avventura, campi intellettuali focalizzati sulla scienza, sulla matematica, l’informatica, la scrittura creativa o le arti. Vi sono campi religiosi per evangelisti, ebrei o mormoni. Ci sono campi in stile militaresco per ragazzi devianti e campi per dimagrire per teen agers sovrappeso e, ancora, campi musicali per chi suona uno strumento, campi in stile high school musical per chi ama esibirsi, campi di cucina per chi sogna di fare lo chef, campi di danza o recitazione, rivolti a bambini e ragazzi di ogni età. Ci sono camp al museo di storia naturale, al museo di arte per bambini, allo zoo, in tutte le scuole di danza, le scuole di musica e le scuole di recitazione. Ci sono camp in stile silicon valley, dove ai patiti di informatica e videogiochi viene insegnato come costruire un videogioco o come scrivere codice per software in javascript. Ci sono camp per bimbi piccoli (2-3 anni) nei nidi e ci sono camp per adolescenti.

Intendiamoci, non è che non esistano campi estivi residenziali in altre culture o in altri paesi: ce ne sono anche in Francia o in Svizzera. Ve ne sono in Inghilterra, spesso sotto forma di adventure holiday, ossia vacanze avventura, ma la varietà presente in Canada e Stati Uniti non è eguagliabile.

Informazioni pratiche: come organizzarsi?

La considerazione di partenza che va fatta riguarda l’età dei bambini.

Quando i bambini sono piccoli, consiglio di fare un viaggio di famiglia, nel quale può essere ricompreso un centro estivo, che normalmente prende il nome di day camp (ossia un camp che non prevede pernottamento). Per i bambini si tratta più o meno di fare quello che farebbero nella città in cui vivono quando è finita la scuola, con il vantaggio che lo fanno in un’altra lingua.

La formula per organizzare questo “viaggio di famiglia con summer camp per i bambini” è la seguente.

Occorre acquistare i voli con largo anticipo, a febbraio/marzo per l’estate successiva è l’ideale ed è meno costoso (così come se si hanno miglia o i punti-fedeltà delle compagnie aeree, oppure puntando su compagnie low cost).

Si può poi affittare un appartamento. L’appartamento è ideale per periodi lunghi, specie con bambini. Le motivazioni sono tre:

  1. si ha più spazio a minor prezzo rispetto ad un albergo;
  2. si possono fare dei pasti a casa mangiando in maniera più sana che fuori casa e mantenendo qualcosa delle proprie abitudini alimentari, nonché riposarsi, se i bimbi sono piccoli;
  3. la casa consente di far la vita del luogo e non la vita dei turisti.

Molteplici sono i siti web dove trovare appartamenti in affitto. Per New York, Londra e anche Parigi c’è un bellissimo sito che si chiama New York Habitat. I prezzi non sono bassi, ma gli appartamenti sono belli e il sito è sicuro.

Come noto, uno dei più grandi siti di affitto di appartamenti è airbnb, ma ormai ve ne sono moltissimi altri (come ho scritto anche in Viaggiare in famiglia con l’economia collaborativa).

Oltre ai day camp ci sono poi i summer camp, di cui ho appena parlato, ossia quelli residenziali. In questo caso si possono accompagnare i bambini sul posto o anche, se si tratta di ragazzi più grandi, mandarli in aereo da soli. Verranno poi prelevati dall’organizzazione.

Come scegliere il camp ideale

Ma come trovare il summer camp più giusto per tuo figlio? Come iniziare la ricerca? Trovare i summer camp negli USA e in Canada o nel Regno Unito è semplice: basta cercare su google e la scelta, come si è detto, è vastissima; il problema è, semmai, selezionare quello più adatto.

La maggior parte di queste colonie estive sono business a conduzione familiare che vengono incontro alle necessità della popolazione locale. Ma fra i top summer camp ce ne sono 2.400 che si distinguono dagli altri perché sono stati ammessi all’American camp association – ACA. L’ACA è un’associazione nazionale così selettiva che accetta solo chi ha superato a pieni voti un esame di 300 voci: dai programmi educativi alle norme di sicurezza, dalla pulizia ai sistemi di pronto soccorso.

Il sito dell’American Camp Association (ACA) consente di scegliere il tipo di campo, la posizione, gli orari e così via. Inoltre, è possibile restringere la ricerca ai campi accreditati dall’ACA, il che è un grande vantaggio per tutti per i genitori che vogliono essere certi che il campo sia sicuro e conforme alle linee guida definite.

Il sito consente anche un primo accesso per quei giovani che volessero lavorare un camp come junior councelor. Non ho studiato come funziona e non so dire che spazi vi siano per giovani europei che vogliano entrare nello staff per un’estate, ma di sicuro è una bella esperienza da fare e utile da mettere nel curriculum. Se poi concorresse anche al plafond delle ore di “alternanza scuola-lavoro” per gli studenti dei licei non sarebbe male…è un tema che conto di approfondire in futuro (invito chi mi legge e ne sa qualcosa a scrivere un commento a questo post!).

Per i più sportivi si può consultare Sportscampconnection, che elenca oltre 3,500 campi sportivi americani, tra i quali US Sports Camps (USSC), sponsorizzato dalla Nike.

Per i camp accademici (nell’inglese nordamericano si dice di academic enrichment un buon sito è Teenlife che elenca corsi per ogni disciplina (dalle scienze alla scrittura) e molto altro, mentre Idtech può servire per trovare un campo per i patiti della tecnologia.

Summercamps è un sito che elenca camp per tipo di attività e ubicazione negli Stati Uniti. Un’altra risorsa utile per i camp negli USA, anche se vedo che non è aggiornata da un po’, è il blog Signupforcamp che consente di effettuare una ricerca in base alla posizione, il tipo di campo (mezza giornata, giornata intera, campo residenziale), così come età dei bambini o ragazzi e gli interessi.

Nello Stato di New York, all’Eastern US Music Camp, della Colgate University, c’è un programma estivo per giovani musicisti di tanti generi diversi: classica, rock, jazz, folk e ogni settimana i giovani allievi si esibiscono in un concerto.

Per il Canada l’elenco dei camp più esaustivo è quello di Our Kids. Our Kids è anche una rivista, io la ricevo ogni anno ed è veramente bello sfogliarne le pagine: la prima a voler partire sono io, mi piacerebbe essere adolescente solo per partecipare a un camp, magari di musical e performing arts, oppure di scacchi e scrittura creativa…

A cercare bene, come accennavo, abbondano anche i camp ancora più specialistici: da quelli per gli adolescenti obesi che intendono dimagrire a quelli religiosi o militari; campi per bambini diabetici e campi per bambini figli di separati: ve ne sono per tutti gusti, in tutti i luoghi e per tutte le tasche, anche se per chi viene dall’Italia ai costi vanno aggiunti i voli aerei.

I camp nel Regno Unito

Se gli Stati Uniti sono una meta troppo lontana e la lingua prescelta è l’inglese si può ripiegare sul Regno Unito. La possibilità di incontrare italiani è però molto più alta e non c’è una particolare tradizione per quanto riguarda i summer camp, ma i voli low cost consentono oggi di contenere le spese di viaggio.

I summer camp, “day” o residenziali che siano, non sono così popolari a Londra, almeno se comparati alla scelta che si avrebbe andando in Canada e Stati Uniti (dove i camp li hanno praticamente inventati). L’Inghilterra è più la patria delle boarding school.

Malgrado ciò, ogni anno, circa 250.000 bambini inglesi fanno un summer camp, quando finisce la scuola. Il calendario scolastico inglese è diverso dal nostro e le scuole terminano intorno al 10 luglio. Basta controllare sul sito di qualche scuola la data esatta di fine. E’ infatti inutile iscrivere un bambino italiano ad un summer camp inglese prima del 10 luglio. Fino a quel momento, i bambini inglesi stanno a scuola e i day camp saranno pieni di stranieri, italiani compresi.

Sui camp nel Regno Unito ho scritto un post molto dettagliato che si chiama Come trovare un Summer Camp a Londra dove si trovano tutti i dettagli delle società più quotate nell’organizzazione di camp, con o senza corsi di lingua (o altri corsi accademici per bambini e ragazzi, distinti per discipline). Segnalo in particolare un camp artistico come quello di arte e design della Cambridge School of Visual & Performing Arts per ragazzi dai quindici ai diciotto anni che possono creare abiti o gioielli oppure dedicarsi a scultura, pittura e fotografia, digitale o su pellicola.

Nel post L’inglese in vacanza: l’esperienza di una bambina al summer camp si può leggere invece leggere l’esperienza di una bambina di 6 anni e del suo primo approccio ad un summer camp in Inghilterra. Se dopo averlo letto ancora non sapete quale scegliere sappiate che esiste un servizio di consulenza gratuita sui camp: si chiama, non a caso, campexpert.

Infine, per chi ha bambini con problemi di dislessia trovate qualche consiglio Inglese come seconda lingua e dislessia: non gettiamo la spugna! e chi li ha, invece, ancora piccoli, tra le idee per l’estate c’è anche quella dei centri estivi in inglese sul territorio italiano. Insomma, le alternative non sono poche. Ora, chi è arrivato a leggere fino a qui potrebbe farmi un favore: mandare questo post ad altri amici con figli.  Che ne dite di farlo diventare virale? Ci proviamo? Io, intanto, camp o non camp, vi auguro una buona estate!

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