L’Esame di Terza Media: breve guida per genitori e ragazzi

educazioneglobale l'esame di terza mediaE’ diventato il primo esame con cui si devono confrontare i ragazzi nella scuola italiana: parlo dell’esame di terza media, o, più precisamente, dell’esame conclusivo della scuola “secondaria di I grado” (come si chiama ora).

La scuola italiana, infatti, come argomentavo in un post sull’esame di Stato (la maturità), sembra essere allergica agli esami. Quelli di seconda elementare (oggi diremmo primaria) sono ormai un lontano ricordo; quelli di quinta sono stati eliminati in anni più recenti (nel 2009). Ecco, dunque, che quello di “terza media” diventa il primo vero esame degli studenti italiani.

Come funziona? Quali materie sono oggetto d’esame? E’ vero che l’orale è ancora interdisciplinare? Come vengono attribuiti i voti?

In casa nostra il tema è molto attuale (la primogenita si appresta a sostenerlo) e, nella sua scuola, è stato tenuto un incontro sulla prova in questione: inutile dire che ho preso appunti anche per i lettori di questo blog. L’esame che sosterrà mia figlia, insieme ai suoi compagni, è un po’ diverso da quelli ordinari: trattandosi di una scuola bilingue c’è qualcosa in più, ma i fondamentali sono uguali per tutte le scuole pubbliche e paritarie, perché sono previsti dalle norme, soprattutto dalla Circolare n. 48 del 31 maggio 2012 del MIUR, piuttosto rapida da leggere.

Segnalo, però, per i genitori che volessero approfondire, oltre alla suddetta Circolare, anche le Circolari 50 e 51 del 26 maggio 2009, nonché il DPR 122 del 22 giugno 2009, in particolare gli articoli 2 e 3). Infine, per gli studenti che hanno “bisogni educativi speciali” occorre far riferimento alla Nota n. 3587 del 3 giugno 2014 “Precisazioni per alunni DSA e BES”.

Se, però, l’esegesi normativa non vi interessa, ecco a voi spiegato l’esame di terza media in parole semplici.

educazioneglobale Terza media esame

Come funziona l’esame?

 

 

Voto di ammissione:

Innanzitutto una dritta: prima di affrontare l’esame si saranno tenuti gli scrutini e i vostri figli avranno ricevuto le schede di valutazione, ossia le pagelle. Sarà la media dei voti della pagella a costituire il voto di ammissione all’esame.

Come calcolarla, anzi, come farla calcolare a vostra figlia/o? Nella media non va calcolato il voto di religione (che, comunque, è espresso a parole e non in decimi), ma va invece calcolato il voto in comportamento. Se ne deduce, come mi pare chiaro, che i voti di chi si comporta bene sono un po’ gonfiati, anche perché il comportamento tenuto nell’anno non è certo oggetto d’esame!

Dunque, per capire con che voto si viene ammessi, fate la media con il voto di comportamento; tuttavia, per comprendere il vero giudizio che hanno dato i professori, fate la media senza il voto di comportamento.

Se il voto medio ottenuto non è un numero intero esso va arrotondato. E’ la normativa stessa a stabilire l’arrotondamento: un 7,51 è un 8; mentre un 7,49 è un 7. La media, così ottenuta, è quella che occorrerebbe mirare almeno a confermare (altrimenti l’esame è andato proprio male) e che, comunque, sarebbe meglio superare. In altre parole, lo studente con la media di 6 deve puntare al 7 e quello con la media di 7 è bene che punti ad ottenere un 8. Come? Ma, si spera, facendo un ottimo esame!

Gli scritti

Gli scritti sono italiano, matematica, inglese, la seconda lingua straniera (spagnolo, francese, tedesco e così via) e le prove Invalsi, che comprendono quesiti di italiano e di matematica e che, quindi, dal punto di vista dello studente “valgono per due”. Attenzione, a differenza degli Invalsi sostenuti nella scuola primaria, per gli Invalsi fatti nel corso dell’esame di fine ciclo i voti contano!

Nell’ordine, le prove Invalsi sono le prime perché, come è ovvio, sono le uniche ad essere stabilite a livello nazionale. Esse si terranno il 19 giugno. Per l’Invalsi di matematica lo studente avrà 75 minuti di prova. Poi vi saranno 15 minuti di pausa e poi ancora 75 minuti  per la prova di italiano.

Per lo scritto di Italiano, l’insegnante prepara varie tracce di temi (un tema di letteratura, attualità, personale ecc.). Lo studente ne sceglie una. La prova dura 4 ore. Inglese e seconda lingua si sostengono in un giorno solo. L’esame di inglese dura 2 ore; 2 anche quello della seconda lingua. Gli studenti possono usare il dizionario. C’è poi la prova di matematica e scienze. A scuola dei miei figli è stato detto che la prova consisterà di 4 quesiti di matematica (uno per ciascuno di questi argomenti: geometria, funzioni, equazioni e probabilità) e un quesito di scienze, ma non saprei affermare se la prassi è in uso ovunque.

Tempi

Proprio in questi giorni professori e dirigenti scolastici redigono il calendario dettagliato degli esami. Le date certe – quelle stabilite dalle norme – sono, come si è accennato, il 19 giugno 2015 per le prove Invalsi e il 30 giugno che è la data stabilita come termine finale degli esami, in cui tutto deve essere concluso. Se pensate di andare in vacanza, quindi, non sarà a giugno.

Il calendario dell’orale viene deciso il primo giorno degli scritti.  Quanto all’ordine in cui i candidati sosterranno l’orale, ogni scuola e ogni anno fa caso a sé. A volte si procede per sezione, in ordine alfabetico, a volte si estrae una lettera e si esaminano i candidati in ordine alfabetico, a prescindere dalla sezione.

Commissione d’esame

La Commissione d’esame è formata esame dagli insegnanti di cattedra, con eccezione del Presidente della commissione che è esterno. Il Presidente, solitamente, non interviene nell’esame con proprie domande.

Gli orali

Gli orali di qualsiasi esame, sono stati sempre il mio vero spauracchio. Ho sempre preferito scrivere temi, effettuare ricerche, elaborare saggi e continuo a preferire scrivere post, preparare dossier, comunicare per email, piuttosto che subire esami orali, fare esami orali ad altri, tenere presentazioni, lezioni o conferenze. Non ho mai avuto l’ansia della pagina bianca o del quesito impossibile da risolvere e sempre avuto quella della Commissione. Per questo, ho sempre preparato, a scuola, nel lavoro o nella vita, esami orali, presentazioni e lezioni parola per parola, sfrecciando a larghi passi per casa nel tentativo di associare ogni mobile ad un concetto, ogni passo ad un esempio, secondo la tecnica dei loci.

Quale che sia l’atteggiamento del singolo allievo di fronte ad un esame orale, va detto che l’orale di terza media non dura molto. E’ vero che i ragazzi devono portare tutto il programma di tutto l’anno, di tutte le materie ma è anche vero che, dei 25 minuti complessivi di durata dell’esame orale (misura indicativa, ovviamente), circa 15 possono essere impiegati dallo studente su un tema preparato nel corso degli ultimi mesi di scuola e trasversale alle materie, normalmente sintetizzato da una mappa mentale (e non più da una tesina, come accadeva sino a pochi anni fa).

La mappa mentale verrà esposta alla commissione spiegando il motivo per cui si è scelto un certo argomento. A questo proposito, è consigliabile scegliere temi che interessino realmente, in questo modo non solo sarà meno spiacevole studiare, ma sarà anche più facile ricordare ciò che si dovrà ripetere durante l’esame.

Il tema centrale della mappa può essere dei più disparati: dal romanticismo all’energia elettrica, dalla globalizzazione alla prima guerra mondiale, ma ho sentito ragazzi che portano anche temi più astratti, da declinare nelle varie materie: come il colore, la bellezza o la morte. Qui, per i ragazzi il segreto è connettere bene gli argomenti e occupare tutti i 15 minuti disponibili, in modo che rimangano solo 10 minuti di interrogazione.

A scuola nostra – e presumo tanto più nelle poche scuole medie ad indirizzo musicale – gli allievi che lo desiderano possono suonare uno strumento. Alla fine dell’orale, gli allievi prendono visione degli scritti di voti e possono fare domande.

Voto finale

Il voto finale dell’esame è espresso in decimi. l’esame si considera superato se il candidato ottiene la votazione di almeno 6/10. E’ possibile attribuire, in casi di particolare eccellenza, la lode. Il voto di ammissione e di ogni singola prova di esame concorrono in egual misura (in ragione di 1/7 del totale) alla composizione del voto finale. Nella determinazione del voto finale vige la regola dell’arrotondamento al numero intero inferiore o superiore (es. 7,42 è 7, mentre 5.50 è 6).

L’ammissione all’esame non è una garanzia di promozione anche se, ragionevolmente, si tende ad ammettere agli esami, tutti gli alunni ritenuti tendenzialmente in grado di superarli.

A questo punto tutto quel che serve è…studiare! Auguro a tutti i ragazzi un buon esame.

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