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L’Università all’estero: come sceglierla?

educazioneglobale unirankingQuando si tratta di scegliere una università ci sono tanti fattori da tener presente, se poi si vuole fare l’università all’estero occorre reperire tantissime informazioni, dai ranking, ai costi, solo per dirne alcune. Il post sull’Università in Inghilterra sta dando luogo ad una serie di commenti, ma anche di domande. Me ne arriva una da Francesca, che conosco, che merita approfondimento, perchè pone il problema di come scegliere una università estera (nel caso specifico nei paesi di lingua inglese):

Ciao Elisabetta,

Anche questo articolo è’ davvero interessante e piacevole da leggere. Grazie per tutte le utili informazioni.
Per coincidenza, lo studio all’estero e’ un tema caldo nella mia famiglia perché’ mia figlia farà’ il 4 anno del liceo in America (parte il prossimo agosto con l’high school program) e già sta dicendo che vorrebbe fare in USA o UK anche l’università’. Ho cercato di frenare i “bollenti spiriti” perché’ è’ piuttosto impegnativo economicamente però’ ci sto comunque pensando perché se lo desidera vorrei accontentarla.

Mi chiedo, anzi ti chiedo, ma ne vale la pena? Cioè’ la spesa (anche in termini letterali…) vale l’ impresa? Una facoltà’ per esempio di medicina in Italia (Tor vergata o Umberto primo, cito queste visto dove abitiamo) e’ tanto peggio di una inglese ? Ci saranno anche lì delle università’ “medie”, o proprio scarse, o sono tutte comunque meglio delle nostre? O sono quelle che cito ad essere invece talmente scarse che allora, poiché’ occorre andare fuori sede, a quel punto perché’ non andare in UK?

Diverso credo, temo, e’ il discorso della specializzazione: se non appartieni a famiglie di medici (e noi non lo siamo) credo che sia poi difficile trovare un lavoro come medico. Allora è’ meglio se ti specializzi dove prevedi di emigrare…. ehm volevo dire “andare a lavorare”.

Aspetto di leggerti. Ti saluto con affetto, Francesca”

educazione-globale-logo-w.pngCiao Francesca,

mi fai una domanda molto difficile perché, come sai, anche i “ranking” delle università cambiano di anno in anno e uno non può rifarsi certo all’esperienza di decenni prima! Per di più non ho studiato medicina…

Anche all’estero ci sono università scarse, la differenza è che le top universities sono davvero top. Un grosso auto è dato dalle classifiche delle università, che nascono proprio come strumenti per l’orientamento degli studenti.

Ecco i ranking più famosi:

http://www.topuniversities.com/university-rankings

http://www.timeshighereducation.co.uk/world-university-rankings/

Per medicina negli USA ho trovato questo:

http://grad-schools.usnews.rankingsandreviews.com/best-graduate-schools/top-medical-schools

Poi USA e UK sono due mondi ben diversi. Gli USA costano cifre astronomiche e comunque medicina, se non erro, è una graduate school. Andare a fare il college (dunque come undergraduate, subito dopo la scuola superiore) negli USA ha poco senso, meglio arrivarci dopo (e considerare anche il Canada come opzione..magari ha delle ottime università e costa meno, da approfondire).  Ricordo invece che, in UK, medicina è undergraduate (insomma, un percorso di laurea di primo livello).

Però mi fermo qui nella risposta perché non vorrei scrivere cose imprecise, d’altronde so che alcuni lettori di educazione globale sono molto più competenti di me in materia. Aspettiamo a vedere che commenti arrivano…..

 

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Comments

  1. decisione molto complicata. mia figlia ha espresso una simile aspirazione.

    Negli USA il ciclo è 4+4 anni, cioé 4 di college (che potrebbe essere più breve per chi fa medicina percé è richiesto di soddisfare una serie di requisiti scientifici che possono portare via meno di 3 anni) e 4 di Med School. C’è chi ce la fa in 6 anni in tutto, unendo in modo accorto premed e med school. Dato il meccanismo di ammissione, mi dicono che alla Med School è difficile per chi ha una laurea non made in USA, anche se non impossibile. Normalmente è richiesto un anno di American education a livello di college per capire il sistema ed equipararsi in termini di chances. Soluzione quindi lunga, complicata e sopratutto costosa se si parte subito, ancor più complicata se si cambia strategia in corsa. E poi ci sono i test di ammissione per le med school come l’MCAT, che di fatto sono una barriera seria per chi non ha studiato con il metodo americano e non conosce bene la lingua. Alle scuole di medicina tradizionali ci sono in America le scuole di medicina osteopatica che hanno un standing paragonabile a quelle classiche. La trafila è la stessa. In una si diventa MD, nell’altra DO.

    In Uk, medicine è un corso undergraduate di 5 o 6 anni, a seconda delle università e dei casi. A seconda dei casi sono previsti test di ammissione (come UKCAT o il BMAT) e la solita selezione basata sui GCSE, A level etc. E’ obbligatorio aver fatto chimica a livello di A level o equivalente. Senza chimica, abbandonate ogni speranza perché requisito essenziale (molti italiani sono quindi esclusi prima ancora di cominciare l’application A100). Anche in UK, come negli USA, si può fare medicina dopo la laurea. In quel caso il percorso è 3 di università e 4 di medicina, quindi 7 anni. Le probabilità di essere ammessi per questa via sono però molto limitate. Per chi viene dall’estero il governo pone dei tetti massimmi di ammissione, che in teoria non dovrebbero valere per i cittadini UE. Guardando le stat, gli europei non uk hanno qualche difficoltà in più.

    Sia in USA che in UK, l’ammissione è condizionata anche alle attività extrascolastiche che dimostrino un forte interesse personale per la medicina. Molti quindi hanno lavorato le estati e gli inverni negli ospizi, nelle ambulanze, shadowing a doctor, oppure in attività di ricerca. Cose entrambe complicate per chi viene dal sistema italiano e non ha un familiare medico.

    Tutto ciò considerato, chi viene da una scuola italiana ha maggiore probabilità di essere ammesso in Italia piuttosto che in UK o USA, visto che in Italia bisogna solo passare un test (ora unico nazionale e senza domande sul gusto preferito di grattachecca). La soluzione più “furba” (ora spiego perché) è quella di laurearsi in Italia e volare il giorno stesso per cercare una residency (specializzazione) contando sul fatto che i laureati in medicina negli USA sono proporzionalmente meno e il sistema di ammissione alla specializzazione è molto più equo. Ovviamente la lingua conta.

    Sulla qualità delle università, si veda i ranking, anche se questi sono molto influenzati dalla ricerca. Per quanto riguarda la qualità della residency (specializzazione) invece sembra che diano più soddisfazione professionale quelle fuori dall’Italia, qualunque sia il paese (Romania inclusa).

  2. Ciao Elisabetta,
    in qualità di mamma di uno studente universitario vorrei sapere come sono regolati gli studi di dottorato nelle Università inglesi.
    Mio figlio sta infatti terminando il suo anno come studente in exchange al Caltech in California e a settembre ritornerà all’Università di Edimburgo dove aveva iniziato gli studi. Vorrebbe però continuare il lavoro di ricerca iniziato al Caltech e forse riesce ad appoggiarsi ad un Prof. di Cambridge dove lavorerà la prossima estate e dove vorrebbe fare il PHD come suo studente.
    Ma il dottorato all’estero come funziona?
    In Italia so che è mal pagato e poi quali garanzie ti dà per il futuro? I suoi compagni che hanno scelto di lavorare nelle industrie per lo più multinazionali, sono super retribuiti pur avendo fatto lavori solo nei mesi estivi ed hanno buonissime possibilità di essere riconfermati una volta laureati a patto però che siano prontamente disponibili ai trasferimenti. Come funziona invece il lavoro nella ricerca ammettendo che mio figlio sia fortunato e riesca a fare un PHD a Cambridge
    Quanti anni di studio e lavoro (gratuito?) dovrà sostenere?
    Grazie.
    Maria Grazia

  3. Il giornalista della Repubblica non sa nemmeno come leggerlo il ranking. Al di là della pessima figura delle università italiane non è vero che la Sapienza è prima : tra la 151 e la 200 sono inserite in ordine alfabetico . “Institutions within the same rank range are listed alphabetically”.

    1. DanieleLLL nel summary sono Inserite come dici tu correttamente, ma esiste il documento completo per tipo di laurea in cui ci sono proprio tutti i punteggi. Ritengo che il ranking del giornalista sia su quella base (ma non ho fatto check)

  4. L’ateneo padovano, contrariamente a quanto si può leggere in alcuni quotidiani nazionali, si colloca al primo posto della classifica, davanti all’università di Roma La Sapienza e all’università di Milano, staccate di pochi decimi: “Alcuni giornali – spiega Giulio Vidotto, coordinatore della commissione ranking dell’università di Padova – non hanno colto il fatto che l’ordine di classifica all’interno della stessa distanza di rank è alfabetico. Sulla base del conteggio ARWU possiamo affermare che Padova sia al primo posto, anche se di pochi decimI. Dal sito Università di Padova

  5. I vostri post sono interessantissime, grazie per tutto l’impegno. Vi chiedo qualche informazione sulla Germania, so che hanno ottime università e che il sistema scolastico è simile al nostro. A parte conoscere la lingua, una volta fatta la maturità, cosa altro occorre? So che molte facoltà sono a numero chiuso , basta solo fare un test d’ingresso o guardano anche il voto della maturità? Grazie mille a chi risponderà.

    1. Ciao Rossella, si, la Germania ha ottime università (le migliori pare siano queste: https://www.timeshighereducation.com/student/best-universities/best-universities-germany)
      e non necessariamente serve conoscere bene il tedesco, vi sono infatti corsi in inglese, sebbene ciò vari da una università ad un’altra.
      L’Esame di Stato italiano è accettato per accedere e, ovviamente, migliore è il voto e meglio è.
      Ho provato a cercare i criteri di accesso per gli studenti internazionali all’Università di heidelberg, eccoli http://www.uni-heidelberg.de/courses/prospective/admission_int/hzb_int.html
      Non sono molto esperta ma questo sito ti può aiutare: https://www.daad.de/deutschland/studienangebote/en/

  6. Buongiorno,
    sono la mamma di uno studente universitario di 23 anni che ha frequentato l’università all’estero, 3 anni a Edimburgo e un anno in California al Caltech e ora sta preparando la tesi per laurearsi in Ing. Elettronica.
    Vorrebbe fare un dottorato di ricerca dopo la laurea e forse un po’ stufo di vivere fuori dal suo paese sta pensando di provare a cercare qualcosa anche in Italia magari al Politecnico di Milano o Torino.
    Purtroppo non siamo molto informati sulle differenze tra le università italiane ed estere su questo percorso.
    Sappiamo che alcune università per esempio l’ETH di Zurigo dà la possibilità ai dottorandi di percepire uno stipendio che consente loro di vivere e “mantenersi” per tutta la durata del progetto.
    In Italia però come funziona? Qualcuno ha per caso esperienze o testimonianze al riguardo?
    Grazie.
    Maria Grazia

    1. Premetto che sull’utilita’ di un dottorato di ricerca italiano per una persona con il corso di studi del tuo figliolo ho qualche dubbio, mi limito ai nudi fatti: la borsa di dottorato e’ pari a € 1132,72 netti mensili, cumulabili con altri redditi fino a pari importo (se lo si supera, viene revocata). Mi pare un dato che si commenta da solo.

      1. Ti ringrazio infatti spero sia solo un momento di nostalgia dopo quasi 5 anni spesi tra Scozia e California a fargli cercare opportunità in Italia che ha lasciato veramente convinto quando aveva 19 anni e che ora (non capisco perché rimpiange). Comunque il nostro ruolo di genitori penso sia anche quello di non farci mai vedere completamente contrari alle loro idee per evitare forse il peggio. Speriamo si ravveda da solo !!!

  7. Non mi permetto, perche’ un maggiorenne puo’ (e deve) decidere da solo. Se pero’ servissero informazioni sul mondo dell’universita’ italiana, per tutti i suoi aspetti giuridici sono qui.

    1. Grazie Sicuramente ti chiederò consigli perché sono decisioni importanti proprio perché scegliere un percorso dopo la laurea che sia dottorato o master è determinante e i figli anche se maggiorenni hanno sempre bisogno di consigli di persone esperte per non commettere errori che possono compromettere il loro futuro

      1. Scusa Maria Grazia, una provocazione: perche’ non giri al tuo figliolo il link a qursto sito? Magari le domande le potrebbe fare direttamente lui, e comunque penso che con la sua esperienza sulle tematiche qui trattate avrebbe molto da dirci.

        1. Si hai ragione lo faccio subito così potrete chiedere direttamente a lui come mai questa sua decisione di mettere l’Italia al primo posto proprio adesso, questa sua improvvisa intolleranza a stare in un paese come l’Inghilterra e la sua decisione un po’ anche da me condivisa a non ritornare al Caltech perché è verissimo che quando i figli “partono per l’America” si perdono per sempre.

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