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La scuola bilingue St. Philip due anni dopo. Intervista alla dirigente scolastica

Bentrovata Dott.ssa Wunderle, lei dirige la scuola St. Philip. Come avete affrontato l’ultimo periodo caratterizzato dalla pandemia da Covid-19?

Buongiorno e grazie per l’opportunità che mi dà di parlare di scuola.  L’anno scolastico che si è concluso è stato un anno sicuramente molto duro per tutti. Siamo riusciti però quasi da subito e per tutto il periodo del confinamento abbiamo continuato a fare scuola attraverso la didattica a distanza. Quest’anno scolastico vede anche l’inizio della scuola secondaria di primo grado, seguendo quel progetto di crescita graduale che avevamo pensato sin dagli inizi. Sono sinceramente orgogliosa della crescita di questa scuola e dell’impegno mostrato da tutti coloro che lavorano nella St. Philip School.

Ha nominato la didattica a distanza ma con il bilinguismo può funzionare?

Posso dire assolutamente di si. E’ chiaro che la scuola in presenza – specie per un istituto come il nostro che si definisce del “saper fare” – ha risentito delle limitazioni imposte dalla didattica a distanza ma attraverso la grande abnegazione del corpo insegnante e naturalmente, me lo faccia dire, anche delle famiglie, siamo riusciti a portare avanti i programmi in tutte le classi e a non far perdere ai nostri alunni la familiarità con la lingua inglese e la passione per la scuola in generale, anche nel segmento dell’Infanzia dove, le assicuro, l’ausilio di device è quanto di più lontano dal nostro modo di lavorare.

 L’emergenza sanitaria ha cambiato il vostro modo di fare scuola?

Nella sostanza direi di no.  Abbiamo lavorato da subito sulla riapertura e sulla messa in sicurezza dell’istituto, secondo le indicazioni che man mano si susseguivano nel periodo estivo. Gli spazi che possediamo ci hanno concesso 3 ingressi differenziati, con percorsi di entrata e uscita, aule con distanziamento superiore a quello previsto, corridoi bidirezionali, banchi singoli ecc … Non mi dilungo: chi vorrà potrà venire a visitarci nei prossimi open day che faremo nel mese di dicembre e gennaio.  Purtroppo, devo evidenziare che alcune delle attività fondanti del metodo pedagogico della nostra scuola, come la musica, sono fortemente penalizzate. Eravamo soliti iniziare le giornate con attività corali e il suono del flauto ma sono sicura che ricominceremo presto a lavorare come sempre e come ci piace.

A proposito di open day, quali modalità?

Anche quest’anno la St. Philip School organizza giornate di orientamento didattico per presentare l’offerta formativa e permettere alle famiglie di visitare l’istituto.

Quest’anno, le famiglie interessate hanno due possibilità: svolgere l’open day in presenza o, visitando il nostro sito web, collegarsi ad un open day virtuale.

Gli open day in presenza, in rispetto della normativa vigente, saranno strutturati a piccoli gruppi divisi per fasce di orario, gli interessati potranno prenotarsi sul nostro sito web dove troveranno tutte le informazioni.

L’Open Day virtuale consente, invece, di conoscere da vicino la nostra scuola, sfogliare le gallery, visualizzare il video informativo e chattare con i docenti o il personale amministrativo.

È possibile prenotarsi per i 2 open day in presenza (12 dicembre e 9 gennaio) oppure collegarsi all’open day virtuale, visitando questa pagina.

Avete poi avviato la scuola secondaria di I° grado?

La scuola, come saprà, sta attivando le nuove classi conseguentemente alla crescita degli alunni, proprio per mantenere alto il livello di conoscenze degli studenti e soprattutto della lingua inglese. Per questo motivo quest’anno abbiamo inaugurato la sola prima classe della scuola media bilingue, e attiveremo ogni anno successivo, con la crescita degli studenti, le ulteriori classi.

La prima classe al momento procede ottimamente, nonostante l’improvvisa sospensione della didattica in presenza a cui le scuole di tutto il mondo hanno dovuto far fronte causa epidemia. Il gruppo si è subito ricompattato e procede con entusiasmo nell’esplorazione di nuove modalità didattiche.

Come saprà, noi, nella scuola dell’Infanzia e nella Primaria, abbracciando dal punto di vista didattico la filosofia steineriana, abbiamo il maestro unico. Nel passaggio alla scuola Secondaria di I° quest’ultimo lascia però il posto ad un collegio di docenti, divisi per materie di studio. Il primo spaesamento “fisiologico” degli alunni è stato ormai sostituito da voglia di crescere e coesione, anche perché, nel rispetto del percorso didattico intrapreso, la nostra scuola chiede agli insegnanti una continua formazione interna per incorporare il più possibile la nostra filosofia, cosa che ha permesso agli studenti di non interiorizzare il passaggio in modo negativo.

Gli alunni della prima classe della scuola Secondaria di I° padroneggiano in ottimo modo la lingua inglese ed hanno da poco sostenuto l’esame Cambridge che era loro previsto l’anno scorso ma che, per i problemi legati alla chiusura forzata delle scuole, non si è potuto svolgere. Gli esaminatori hanno riscontrato un livello di inglese eccellente ed una maturazione degli alunni non comune nello svolgimento dell’esame orale e scritto.

Cosa si augura dunque per il futuro?

Innanzi tutto, che la pandemia finisca e che si possa tornare ad una normalità non viziata da barriere relazionali che stanno, al momento, allontanandoci molto da contatti e scambi umani che cementificano i rapporti tra le persone e che non possono essere sostituiti in alcun modo.

Oltre questo, mi auguro che la scuola possa crescere, come ha dimostrato in questi ultimi anni, con serietà ed impegno, cercando nel tempo di intessere sempre maggiori scambi con il territorio, cosa per noi fondamentale, e con istituti che condividono il nostro approccio pedagogico.

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Comments

  1. Buongiorno, sono Michela Galante, ricercatrice alla University of Miami. La mia specializzazione é in literacy learning in multilingual settings. In particolare, sto conducendo uno studio incrociato tra USA e Universitá di Padova sul bilinguismo, per il quale scopo oggi ho intervistato un genitore che la segue da sempre e che mi ha consigliato di parlare con lei. Ha per caso un indirizzo email al quale posso scrivere per parlare più approfonditamente dello studio che sto attualmente conducendo?

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