Scuola, creatività, educazione: una conferenza TED di Ken Robinson per cambiare il sistema scolastico

EducazioneGlobale RevolutionKen Robinson, esperto inglese di sistemi di istruzione e grande divulgatore, autore di libri sulla creatività e il talento (il più noto si chiama The Element: how finding your passion changes everything, New York, Viking, 2009) è anche l’autore di un paio delle più cliccate conferenze TED di tutto il web.

In questa conferenza, che consiglio di ascoltare (e vedere) a coloro che ancora non la conoscono, sostiene che l’istruzione scolastica (in generale, non parla di un singolo paese) va totalmente ripensata, anzi, RIVOLUZIONATA.

Per quale motivo? Intanto, argomenta Robinson, perchè tende a premiare solo alcune doti (il pensiero logico-matematico, ad esempio) a scapito di altre (la creatività e l’espressione artistica).

In secondo luogo, perchè nasce per un mondo, il mondo della rivoluzione industriale, che è profondamente mutato.

Secondo Robinson, l’approccio che il XX secolo ha avuto al concetto di educazione è stato profondamente condizionato dalle esigenze della società industriale. In generale, i sistemi di istruzione pubblica sono nati con la rivoluzione industriale, quando si è passati dal precettore (per i ricchi, ovviamente, perché per i poveri il destino era quello del lavoro minorile e per le ragazze l’educazione in convento – nel migliore dei casi) ad una istruzione di base volta ad insegnare a leggere, scrivere e “far di conto”.

La scuola, si sarebbe dunque modellata sull’organizzazione tayloristica del lavoro: orari, produzione, catena di montaggio. Ad esempio la “segregazione” degli allievi per anni di età è assimilabile alla catena di montaggio. Non si sa se sia un bene la formazione del “gruppo classe” statico, come avviene nelle scuole italiane, che favorisce la cristallizzazione dei ruoli e non sia meglio una scuola in cui ognuno, almeno da una certà età in poi, costruendo il suo curriculum, costruisce anche il suo gruppo classe come ho scritto anche nel post I programmi dei licei: non è ora di cambiare?

La scuola basata sul modello tayloristico prevede, come in una fabbrica, che l’allievo entri “tabula rasa”, che sia “istruito” dunque “riempito” di nozioni, al pari di una materia prima che, al termine di un certo ciclo produttivo, si trasforma in un bene finito.

Nel tempo, secondo Ken Robinson, tutti i sistemi di istruzione si sono evoluti, ma non sono mutate metodologie e impostazioni di fondo, segregazione per età e scansione di orari e materie ognuna a sè stante Tutto ciò anche se l’obiettivo non è più ormai da tempo quello di formare lavoratori per il modello fordista-manifatturiero, ma giovani per l’economia post-industriale.

In un’epoca come la nostra, dove tutto è presente in rete sul web, l’eccesso di nozioni non ha più molto senso. Inoltre, i programmi e la nozione di lezione frontale hanno sempre spinto a trascurare l’aspetto ‘olistico’ dell’educazione, nonché l’espressione artistico – musicale e il movimento.

Insomma, secondo Ken Robinson la scuola avrebbe bisogno di una rivoluzione; non si può più insegnare ai bambini – ma anche ai ragazzi – solo mediante lezioni frontali, costringendoli ad imparare nozioni più o meno passivamente seduti ai banchi.

Allora, quali sarebbero alcuni correttivi? La lezione frontale va affiancata ad altri modi di fare didattica, alternati tra loro (tempo di laboratorio, di dibattito, di studio individuale etc..). La scuola dovrebbe consentire di integrare conoscenza ed esperienza: partendo dalla seconda. Prima in laboratorio a compiere esperimenti, poi in classe a discutere con il docente ricapitolando quello che si è sperimentato, poi il docente spiega la teoria scientifica che è dietro a quell’esperimento, infine si leggono le pagine del libro di testo che riguardano quell’argomento. Ci vuole molto tempo, ma un concetto appreso in questo modo non si scorda più, diventa parte del tessuto dell’esperienza.

Un aspetto cruciale dell’apprendimento è poi il movimento che non può essere confinato solo alle ore di sport, come se muoversi fosse solo una materia e non anche un modo di vivere. In Cina, nelle scuole di Shangaii, gli studenti fanno almeno un’ora di ginnastica mattutina prima della lezioni. Muoversi spesso ossigena il cervello, il che non fa certo male. Alcune scuole fanno fare anche esercizi per gli occhi per prevenire il deterioramento della vista.

Il sistema educativo attuale sta rapidamente diventando obsoleto. Bambini di sei anni abituati a tablet e smartphone arrivano a scuola già con un mondo di informazioni a portata di mano. Possiamo forse continuare a prepararli per un mondo che non esiste più? In tutto il mondo, l’educazione per il 21° secolo é  tutta da inventare.

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