E’ settembre: back to school…quali novità ci aspettano?

educazioneglobale Elisabetta CasseseCare mamme (e papà) è di nuovo quel periodo dell’anno. Quello – per intenderci – in cui facciamo la spesa non più al supermercato ma in cartoleria per scorte infinite di matite, penne cancellabili e non, diari, astucci e via dicendo.

Per molti, l’inizio di Settembre è agrodolce: si rimpiangono i giorni spensierati dell’estate, si profila il rientro al lavoro (se non è già avvenuto, ovviamente…), ma si assapora anche una vita in cui i figli, finalmente, seguiranno degli orari umani senza lunghi negoziati per mandarli a dormire (se solo non ci fossero i compiti, ovviamente).

Le attività di routine per iniziare nel modo migliore il nuovo anno (scolastico, accademico, lavorativo) le avevo già menzionate in Settembre: tutti a scuola!, il cui contenuto rimane sempre valido.

Viceversa, per chi la scuola per i figli la deve ancora scegliere (o cambiare) ecco un ebook che che contiene le domande che uno si dovrebbe porre e che è d’ausilio per trovare le risposte giuste. Si chiama Come scegliere la scuola. Dall’asilo al liceo una guida per genitori alla ricerca della scuola giusta.

Per tutti gli altri, quelli – intendo – che la scuola l’hanno scelta, insomma, per i genitori dei 7.8 milioni di alunni che si rimettono lo zaino in spalla questo settembre, proviamo a passare in rassegna le principali novità di questo anno scolastico (e/o dei successivi).

L’effetto combinato delle linee guida del governo Renzi (mi riferisco, in particolare,  al Rapporto “La Buona Scuola”, uscito oggi) e dell’attuazione di alcune riforme Gelmini potrebbe, infatti, portare alcuni cambiamenti nella didattica che interessano anche ai genitori.

Vale la pena conoscere ciò che è in cantiere per verificare, nel tempo, ciò che sarà o meno realizzato (in molti casi mancano ancora le norme concrete di attuazione…).

La prima novità di quest’anno (e di quelli a venire…) è quella dei calendari scolastici pluriennali adottati dalle Regioni. Per fare un esempio, nel Lazio le date di inizio e fine lezioni saranno sempre le stesse – si comincerà cioè sempre il 15 settembre e si terminerà l’8 giugno – con slittamento o anticipo al primo giorno lavorativo successivo o precedente se la data scelta è un sabato o un festivo. Si tratta di un’iniziativa presa per consentire di pianificare per tempo sia l’organizzazione delle scuole sia quella delle famiglie. Il calendario pluriennale stabilisce, da qui ai prossimi anni, oltre alle date fisse per l’inizio e la fine della didattica, anche quelle riservate alle festività nazionali e alle vacanze.

Le scuole dell’infanzia avranno la facoltà di anticipare l’apertura e posticipare la chiusura per andare incontro alle esigenze lavorative delle famiglie. In questo modo i bambini potranno entrare in classe già a partire dai primi giorni di settembre e potranno restare in aula fino al 30 giugno di ciascun anno scolastico, nel caso in cui calendario si adatti alle finalità del Piano dell’offerta formativa di ciascun istituto. Sempre per chi ha figli alla scuola dell’infanzia arriva, per ora a parole, una buona notizia: la predisposizione di percorsi di apprendimento precoci della lingua straniera (leggi: inglese). Chi formerà gli insegnanti? Non lo so, stiamo a vedere.

educazioneglobale CLILPer chi ha i figli al Liceo o negli Istituti tecnici ma – come vedremo – anche in altri gradi di scuola, sempre più prende forma una novità, il CLIL, un acronimo che molte famiglie ancora conoscono poco.

Sarebbe una bellissima cosa…se fosse attuata bene. Di che si tratta? Se ne è accennato già su questo blog, sia pure a proposito della scuola bilingue italiano – francese, qui.

CLIL (Content and Language Integrated Learning), è l’insegnamento in lingua straniera di “discipline non linguistiche” (in gergo DNL). E’ stato previsto dall’allora ministro Gelmini per le scuole superiori e comporta l’utilizzo dell’inglese ma seguendo programmi scolastici italiani. In teoria avremo quindi materie del curriculum italiano insegnate in inglese (storia dell’arte o geografia, storia o matematica), a seconda dell’organico dei professori della singola scuola, delle loro conoscenze e così via.

Il CLIL in teoria dovrebbe attuarsi più che altro in inglese, tuttavia, in presenza di docenti che sappiano altre lingue, può svolgersi in spagnolo, francese, tedesco e così via. Deve invece essere attuato per tutti gli indirizzi di liceo (e per gli Istituti tecnici) solo per l’ultimo anno, da questo anno accademico.

Il CLIL è già in atto in molti licei linguistici ed è previsto per gli ultimi tre anni.

Da questo anno accademico deve invece essere attuato per tutti gli indirizzi di liceo (e per gli Istituti tecnici), ma solo per l’ultimo anno di liceo. Qualche istituto, grazie al programma Cambridge, o altri percorsi liceali caratterizzati da un certo grado di internazionalità ha già iniziato (vedi il post Scientifico, Linguistico, Classico o Europeo: purché sia un Liceo Internazionale!), ma gli altri?

Sono stati formati e in che misura i docenti italiani per insegnare la propria materia in una lingua straniera che in molti masticano poco e male? Non è controproducente insegnare una materia in una lingua che non si domina? A parte questioni frivole, ossia chiedersi che razza di accento avrà mai un docente che ha sempre insegnato geografia in italiano e la deve insegnare in inglese, c’è da chiedersi come farà a rendere le lezioni naturali e corrette sotto il profilo sintattico e, soprattutto, come farà a trasmettere conoscenze tipiche della materia e competenze linguistiche ai propri allievi (salvo il caso che non sia bilingue).

Quali altri novità con il nuovo anno scolastico? Per gli istituti tecnici e professionali torna la geografia torna in prima o in seconda, per un’ora alla settimana (dopo essere stata eliminata da tutti gli istituti professionali e ridimensionata nei licei, dove, a causa della riforma Gelmini, era stato creato l’insegnamento ibrido della “geostoria”). Chi ha i figli al liceo classico, linguistico e delle scienze umane troverà l’insegnamento di storia dell’arte anche nel primo biennio.

educazioneglobale code is poetry2Per chi ha figli alla primaria la novità più importante potrebbe essere – finalmente anche in Italia – l’introduzione del coding. L’idea è di introdurre i ragazzi alla conoscenza dei linguaggi di programmazione informatica tramite l’iniziative code.org.

A chi sembrasse una cosa balorda consiglio di leggere Perché dobbiamo diventare tutti nerd nonché il post E se il coding fosse la nuova lingua straniera?

Chi, invece, volesse avviare i propri figli alla logica della programmazione potrebbe partire leggendo Coderdojo: scrivere, giocare…programmare! e partecipare ad un Coderdojo.

Come verrà attuata questa novità del coding? Molte scuole hanno le attrezzature informatiche, ma cosa succederà a quelle che non le hanno? E chi insegnerà quello che i docenti non sanno? Per consentirvi di avere un termine di paragone vi consiglio di leggere quello che succede nelle scuole inglesi in termini di programmazione informatica, dove sono più avanti di noi (ma mai così avanti come gli Stati Uniti e…l’Estonia, dove già da qualche anno si fa coding dal primo anno di primaria).

Per chi ha figli alla scuola primaria e secondaria di primo grado (medie) ci sono due novità. Secondo le dichiarazioni del Governo, il CLIL dovrebbe partire anche alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo grado (medie).

educazioneglobale ABC scuola3Come, quando e con che fondi lo scopriremo solo…informandoci. Anche qui è prevista la “riqualificazione” di maestri e docenti già in cattedra. Il che, traduco, vorrà dire che o cambieranno le procedure di reclutamento del corpo docente in futuro (prevedendo come sbarramento, per i concorsi pubblici per docenti, un effettivo bilinguismo degli stessi) oppure i buoni propositi rimarranno, appunto, buoni propositi. Ma non voglio essere così disfattista. Stiamo a vedere.

Inoltre, sempre per la primaria e la secondaria di primo grado, si dovrebbe introdurre anche la pratica di uno strumento musicale (e pazienza se, per ragioni di facilità e di costi, questo strumento sarà alla fine il caro buon vecchio flauto).

Ed ora non mi resta che augurare a tutti un buon inizio d’anno (scolastico, universitario, lavorativo) e portiamoci un pò della spensieratezza dell’estate dietro!

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