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Le scuole francesi in Italia

educazioneglobale Scuole Francesi in ItaliaMalgrado il predominio dell’inglese, la Francia rifiuta ostinatamente un destino residuale: sarà la tipica grandeur francese  e la difesa ostinata del proprio idioma, a tratti anche un po’ ridicola, sarà per gli incentivi alla natalità che fanno della Francia un paese in cui la popolazione invecchia meno che altrove o per il buon sistema di istruzione, fatto sta che le scuole francesi sono da sempre una realtà accreditata anche al di fuori della Francia.

Popolari nel mondo dei figli dei diplomatici, per via del vasto numero di istituti nel mondo,  le scuole francesi dipendono dal Ministero dell’Educazione francese e seguono calendario scolastico e programmi francesi.

L’AEFE, ossia l’Agenzia per l’Insegnamento francese all’Estero, (www.aefe.fr) è la struttura preposta a coordinare questa rete scolastica; nel relativo sito si possono trovare tutte le scuole francesi, divise per paese.  In generale, gli studenti provenienti da qualsiasi scuola francese del mondo devono essere obbligatoriamente integrati in qualsiasi altra scuola del sistema (anche se, per questione di numeri, ciò non è sempre facile).

Attirano, oltre al fascino della lingua e della cultura francese, anche i costi più contenuti rispetto alle scuole internazionali di lingua inglese (chi fosse interessato a quest’ultime legga Scuola internazionale: un papà racconta, il post sull’International Baccalaureate (IB) e Tutte le scuole internazionali in lingua inglese a Roma).

L’iter scolastico francese è strutturato in modo abbastanza simile a quello italiano. C’è una scuola dell’infanzia (école maternelle) e una scuola primaria (école primaire). La scuola primaria è distinta al suo interno in cours préparatoire (prima elementare in Italia), cours elementaire (seconda e terza elementare in Italia) e cours moyen (quarta e quinta elementare in Italia). La scuola secondaria di primo grado (ex scuola media) in Francia si chiama collège e consta non di 3 ma di 4 anni, alla fine dei quali viene sostenuto un esame per ottenere un diploma nazionale di Brevet.

La scuola secondaria di secondo grado si chiama lycée e dura solo 3 anni (i ragazzi francesi si diplomano quindi a 18 anni e non a 19) e alla fine si sostiene il Diplome du Baccalauréat Français, che consente l’iscrizione all’università.

Dall’anno scolastico 2010-2011 gli alunni possono iscriversi al diploma di EsaBac, certificazione a doppio rilascio, per conseguire insieme Baccalauréat francese e Esame di Stato italiano.

In Italia vi sono poi scuole bilingui italiano-francese, paritarie e non, che non fanno parte di questo sistema ma certamente garantiscono l’apprendimento della lingua e della cultura francese, accanto a quella italiana.

In alcune scuole bilingui con il francese che operano in Italia si sostiene – dopo 5 anni di liceo – l’Esabac, di cui ho scritto a proposito del Liceo Classico europeo.

Segnalo, infine, per chi fosse interessato al francese, l’associazione KinderExchange che organizza scambi linguistici e culturali per ragazzi dagli 8 ai 19 anni, in particolare tra la Francia e l’Italia.

Scuole francesi in Italia

 

Torino
Lycee Jean Giono, Corso Casale, 324, 10132, www.lyceegionoturin.it/

Milano
Lycée Stendhal, via Laveno, 12, 20148, Milano, www.lsmi.it

Firenze
Lycée International Victor Hugo, Palazzo Venturi Ginori Via della Scala, 85, 50100 Firenze, http://www.vhugo.eu/

Roma
Lycée Chateaubriand, via di Villa Ruffo, 31 – 00196 Roma (dalla scuola materna alla 5ème) e via di Villa Patrizi, 9 – 00161 Roma (dalla 4ème alla Terminale) www.lycee-chateaubriand.eu

Institut Saint Dominique, Via Igino Lega 5-Via Cassia 1173, 00189, Roma, www.institutsaintdominique.it/

La Petite Ecole, Piazza Trinità dei Monti, 3, Roma, http://www.lapetiteecole.it/it/

Napoli
Ecole Alexandre Dumas de Naples, Via Francesco Crispi, 86, 80121, Napoli, www.ac-grenoble.fr/ecole/efn-dumas.naples/

 

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Comments

  1. Gentile Elisabetta,
    sono il papà di una bambina di 5 anni e mezzo e con la mia famiglia viviamo a Roma Nord. In questi giorni stiamo decidendo la scuola primaria per nostra figlia e ci stiamo guardando intorno. Poiché consideriamo la conoscenza delle lingue straniere un dono prezioso che le rimarrà per tutta la vita, siamo disposti a fare qualche sacrificio per iscriverla ad una scuola internazionale.
    Nella nostra zona ce ne sono diverse, quella più comoda, e con costi per noi accettabili, è l’Istituto francese St. Dominique, che abbiamo visitato e ci ha fatto un’ottima impressione. Abbiamo in zona anche altri istituti internazionali (Overseas, MaryMount, St.George), ma più difficili da raggiungere e con costi molto più alti.

    La nostra idea è quella di far vivere nostra figlia in un contesto internazionale, imparare una seconda lingua (in questo caso il francese) ed avere comunque una preparazione superiore alla media sull’inglese. Abbiamo tuttavia dei dubbi circa le difficoltà che potrà incontrare trovandosi dal primo giorno ad ascoltare un’insegnante che le parla un’altra lingua e non avendo una preparazione di base. Mia moglie ed io non siamo bilingue, conosciamo bene l’inglese, ma non il francese e quindi non le saremmo d’aiuto.

    Anche se nostra figlia è molto vogliosa di imparare (già da qualche tempo legge e scrive, in italiano), non vorremmo crearle problemi sull’apprendimento.

    Resto in attesa di consigli-commenti e la ringrazio anticipatamente.

    Mauro

    1. Ciao Mauro
      innanzitutto ti dico che sono sorpresa, perché le scuola internazionali – che io sappia – normalmente non accettano bambini così tardi se non conoscono già la lingua del sistema di istruzione (in questo caso il francese). Solitamente, infatti, occorre almeno iniziare a 3 anni, quindi mi pare strano (anche se positivo per voi) che siano disposti ad accettarla a questa età.
      Sulla positività della conoscenza delle lingue straniere non devo aggiungere altro a quanto già ho scritto in vari post su questo sito.
      Invece anche io ho dei dubbi circa, come dici tu “le difficoltà che potrà incontrare trovandosi dal primo giorno ad ascoltare un’insegnante che le parla un’altra lingua e non avendo una preparazione di base”, non per il fatto in sé, d’iniziare ex novo con un’altra lingua, perché i bambini apprendono rapidamente, ma perché entrerebbe ad una età in cui in sostanza le verrebbe richiesto anche di iniziare a leggere e scrivere nella nuova lingua.
      Mi dici inoltre che tu e tua moglie conoscete bene l’inglese, ma non il francese e quindi non le sareste di aiuto.
      Qui ti rispondo quello che dico di solito alle persone: quando uno sceglie una scuola internazionale per il proprio figlio sceglie anche una lingua, una cultura, un sistema di valori che afferisce a quella società.
      Una “scuola francese” non è una scuola “di francese”; non vi si insegna solo la lingua. Insomma, io penso che, con lingue e culture, la categoria dell’utilità non basta.
      Ci deve essere una forma di connessione, di “risonanza” tra la famiglia di origine e la cultura cui afferisce la scuola scelta per i figli.
      Se questa “risonanza” non c’è, il gioco vale ancora la candela ma solo se siete pronti a tuffarvi anche voi in quella lingua/cultura, magari prendendo lezioni e facendo viaggi in Francia, ad esempio, ma anche vedendo la televisione francese. Anche così non sareste in grado di aiutarla con i compiti, ma potreste accompagnarla nell’avventura di trovarsi circondata da un nuovo idioma.
      Inoltre vi consiglierei almeno di prendere una baby sitter francese per la prossima estate o, comunque, di trovare modi affinché la bambina possa almeno familiarizzare con una fonetica del tutto nuova.
      L’alternativa a questa scuola, molto più banale, sarebbe quella di trovarne un’altra (anche qui necessariamente privata) che sia bilingue o abbia più ore di lingua, a questo punto con l’inglese, con cui avete maggiore dimestichezza. Non sarebbe la stessa cosa, sarebbe un compromesso, con meno rischi.
      Insomma, forse vi ho confuso le idee, ma la sintesi del discorso è che la cosa si può fare, ma qualche rischio (visto che la bimba non ha più 3 anni e voi non avete conoscenza del francese) c’è. Non sono rischi irrisolvibili e, se siete motivati, vale la pena tentare; però informatevi su come avviene il rientro nella scuola italiana in caso il St. Dominique si riveli – passato il primo anno – una scelta azzardata. La bambina dovrà sostenere degli esami da privatista? Avete un “piano B”?
      Queste sono le mie riflessioni; spero che altre se ne aggiungano da parte di chi ci legge. Non sono decisioni facili. Inoltre del St. Dominique in sé non so nulla, se non che è una scuola francese, ma confessionale (mi pare) e spero che ci legga qualcuno che la conosce per esperienza diretta, per fornirvi elementi più circostanziati.

      1. Elisabetta ti ringrazio della risposta. Puoi aiutarmi a trovare qualche genitore che può raccontarmi un’esperienza diretta con la scuola? Grazie Mauro

  2. buongiorno, qualcuno di voi è a conoscenza di campi estivi in francese a Roma come fanno le scuole inglesi/americane presenti in città? Le scuole francesi offrono questo servizio? grazie

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