Open Day: quattro mosse per decidere quale scuola scegliere

Anche quest’anno sta per iniziare la stagione degli Open Day delle scuole.

Scuole aperte, open days, orientamento scolastico in entrata, presentazione dell’offerta formativa, open house… ogni scuola o genere di scuola sceglie il suo modo per esprimere questo momento dell’anno in cui ci si presenta a studenti e famiglie, in vista delle iscrizioni all’anno scolastico successivo. Mancare a questo appuntamento è un peccato, basarsi solo su di esso può essere pericoloso, perché non sappiamo mai abbastanza di una scuola finché non ci stanno dentro i nostri figli.

A pensarci bene le scuole dovrebbero sceglierle i bambini (o ragazzi). Ma per farle scegliere a loro dovrebbero aver modo di ascoltare qualche lezione. Di seguire alcune lezioni prima di iscriversi vi è modo in molti licei, ma non negli altri ordini di scuola (neanche in altri paesi). Un’amica che voleva fondare una scuola elementare innovativa aveva previsto un processo di selezione degli insegnanti di scuola primaria che prevedeva, tra le altre cose, l’osservazione di una lezione fatta con i bambini di 6 anni. Molti insegnanti che l’avevano contattata avevano accolto l’idea positivamente, come l’opportunità per farsi valutare non solo sulla base di titoli e abilitazioni ma anche per ciò che amavano fare di più (il progetto non è andato in porto, peccato!).

In mancanza di altre possibilità – e senza contatti con chi vi insegna – la scuola la scegliamo noi genitori. Talvolta ci facciamo ammaliare dall’estetica, altre volte puntiamo dritti alla comodità, altre volte ancora ci studiamo con cura un POF.

Poiché in passato ho provato a dare qualche consiglio a chi gli open day li deve organizzare, ora ne voglio dare qualcuno ai genitori, da genitore.

Senza troppe pretese, vi invito ad usare al meglio le opportunità di conoscere le scuole del vostro territorio per scegliere, in modo più consapevole possibile, quella che fa al caso vostro. Informatevi, Domandate, Ascoltate, Comparate.

Informatevi

Prima di andare per open day a casaccio fate una rapida mappatura delle scuole della zona in cui vivete. Per le pubbliche e le paritarie basta usare la Scuola in chiaro. Di quelle che vi interessano date un’occhiata ai siti web e ai POF. E’ vero che l’offerta formativa la descrivono all’Open Day, ma se la si conosce già per grandi linee si hanno maggiori strumenti per valutare.

Domandate

Con cortesia e senza polemiche sentitevi liberi di porre domande: l’open day è fatto per le famiglie. Un genitore può non conoscere le indicazioni sul curriculum, i test Invalsi, la legislazione scolastica o i programmi della scuola steineriana, non è il suo mestiere, dunque nessuna domanda è troppo cretina (sulle domande da fare ho già scritto qui).

Agli Open Day sono normalmente presenti dirigenti scolastici e alcuni docenti/coordinatori. Si dice che nessuna scuola sia migliore dei suoi insegnanti. E’ vero, per certi versi. Se capitano pessime maestre o professoresse non importa quanto la scuola sia buona. E’ questo il motivo per il quale taluni genitori sono così passivi e fatalisti nella scelta delle scuola.

Ma non bisogna trascurare anche l’importanza della dirigenza di una scuola. Buoni dirigenti scolastici (in gergo “DS”), possono davvero fare la differenza. Ci sono DS capaci di rivoltare una scuola: non solo garantire il regolare svolgimento dell’ordinaria amministrazione, ma anche conoscere i propri studenti, partecipare a progetti, vincere bandi, garantire la presenza di supplenti. Gente che controlla la pulizia dei bagni, il mantenimento dell’ordine e il funzionamento del registro elettronico. E non è poco. Quindi andate a parlare con il/la DS e fatevi una idea di come è.

Il bravo dirigente scolastico è quello che riceve tutti i genitori che ne facciano richiesta ma non subisce le pressioni di pochi, è quello che ha una idea della direzione dove vuole portare la scuola, che non si limita a vivacchiare sperando che nessuno si faccia male e che vada tutto bene. E’ quello che difende i suoi docenti dall’arbitrio di alcuni genitori saccenti o aggressivi, ma non difende gli indifendibili.

Fare il DS è difficilissimo, perché i portatori di interessi con cui si deve interfacciare sono molteplici e parlano molteplici linguaggi: gli studenti stessi (talvolta ancora bambini), le loro famiglie, gli insegnanti, il Ministero dell’Istruzione, gli enti locali. Ho molta stima dei DS capaci perché svolgono le funzioni più difficili tra tutti i dirigenti pubblici e privati. Non ho nessuna pazienza per quelli svogliati.

Ascoltate

Ascoltate, ciò che vi viene risposto e, soprattutto, come. Non fatevi prendere dalla fretta. E’ vero che state “buttando” la mattinata o il pomeriggio per l’Open Day, ma state prendendo una decisione che, se funziona, è per un certo numero di anni. Costi/benefici conviene perderci un po’ di tempo, no?

Molte scuole paritarie, furbamente, organizzano Open Day e iscrizioni prima di tutti, per raggranellare gli iscritti. Non vi fate prendere da una fretta eccessiva. D’altronde è la legge della domanda e dell’offerta: se vi inseguono offrendovi un posto (“perché poi si esauriscono rapidamente”) forse sono loro ad aver bisogno di voi e non viceversa.

Valutate se la scuola offre le attività extra-scolastiche che possono piacere ai vostri figli, ma ricordate che l’integrazione extra-scolastica non è il core business della scuola, dunque una scuola con molti extra non è necessariamente la scuola migliore. Alle superiori ormai il corso per il patentino del ciclomotore o per la patente europea del computer ce l’hanno quasi tutti, semmai valutate se la scuola partecipa alle olimpiadi della matematica.

Comparate

Non visitate mai una scuola sola, anche se avete deciso a priori perché ce l’avete sotto casa. Vedetene almeno un’altra: senza comparazione non vi è comprensione.

Due ultimi consigli: uno di “testa” e uno di “pancia”. Per quanto riguarda il primo aspetto, sarebbe bello poter fare scelte che siano data driven, ossia basate su elementi oggettivi. Un elemento oggettivo importante è cosa fanno gli studenti “dopo”. Se state visitando una scuola superiore chiedete alla scuola se possiede dati e informazioni su cosa ha fatto la maggioranza degli studenti alla fine del percorso scolastico. Prosegue gli studi? Se si, dove? Eduscopio, in questo, è d’aiuto.

Infine, per quanto riguarda il secondo aspetto, bisogna cercare di ‘sentire’ l’atmosfera della scuola. Usate la testa, ma se avete una sensazione “di pancia”, positiva o negativa che sia, tenetela a mente: potrebbe essere rivelatoria.

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