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Liceo classico europeo, questo sconosciuto

educazioneglobale pencil2013Terza media…e poi? Classico o scientifico? Per alcuni ragazzi e le loro famiglie la domanda si pone in questi termini, anche se esistono molti altri indirizzi, come il liceo delle scienze umane (ex psico-pedagogico), il linguistico, l’artistico e lo sportivo.

Nella ricerca dei licei, tra open day e POF, spunta talvolta un’opzione poco conosciuta (perché poco diffusa): è il “liceo classico europeo”.  Il doppio aggettivo che lo descrive può sembrare a molti un ossimoro, ma il liceo classico europeo non è nato ieri, anzi, esiste già da un bel po’.

Il classico europeo, è stato infatti attivato nell’anno scolastico 1993-1994 e, a dispetto del nome, la programmazione non si basa solo sui programmi del classico ma attinge anche dallo scientifico e dal linguistico.

Il classico europeo nasce come sperimentazione (come la sperimentazione Brocca) ed è una delle poche sperimentazioni – a quanto so – sopravvissuta alla semplificazione degli indirizzi operata dal ministro Gelmini.

Sul sito di edscuola ho trovato un documento su “licealità e sperimentazione”, dove si dà conto dello sviluppo del progetto di liceo classico europeo. Pubblicato nel 1995, fa parte della collana “Studi e Documenti” degli Annali della Pubblica istruzione (n. 72/19915).

Questo documento mi ha consentito di ripercorrere la nascita del progetto, sia pur per somme linee. Se ne deduce che il classico europeo nasce dopo una serie di incontri e seminari tenutisi nel corso del 1992 e viene attivato nell’anno scolastico 1993 – 1994 solo nei convitti ed educandati per via delle “possibilità educative e formative” che questi offrivano. Tali “possibilità educative” riguardano vari fattori: il duplice assetto della didattica del classico europeo, che è articolata in ore di laboratorio ed ore di lezione frontale; le molte ore curriculari; la possibilità di uno “studio guidato”. Convitti ed educandati erano (e sono) dotati di laboratori e mense, tutte cose che consentono una giornata scolastica “piena” (orario settimanale compreso tra le 38 e le 42 ore) ed ore di studio guidato (o, almeno, vigilato) da appositi educatori. Ecco perché il classico europeo è offerto solo da convitti ed educandati.

A cosa si deve la denominazione di classico europeo?

Il liceo è coevo al Trattato di Maastricht del 1992 e persegue un progetto nobile: quello di “superare i particolarismi nazionali” per “costruire un coscienza europea”. In questo senso, il progetto conteneva anche grandi ingenuità, ad esempio l’idea che istituzioni come convitti ed educandati, data la struttura convittuale e semiconvittuale (ossia data la possibilità di mangiare e risedere in loco), potessero accogliere ed ospitare anche studenti di altre nazioni europee “desiderosi di affidare la loro formazione al nostro sistema scolastico”, in tal modo andando a costituire un vero e proprio “laboratorio multiculturale”. Ora, mi piacerebbe sapere che tipo di pubblicità abbiano dato dell’iniziativa i convitti nazionali ai possibili studenti delle terze medie di paesi diversi dall’Italia… Quanti studenti stranieri saranno venuti in Italia dalla Francia o dalla Germania per studiare in un convitto italiano? Chi può essere stato “desideroso di affidare la propria formazione al nostro sistema scolastico”?  Mi scuso per l’ironia, ma rileggere queste righe oggi, considerando i risultati del nostro paese nei test OCSE PISA, fa sorridere.

Ad ogni modo – e critiche a parte – vediamo quale è l’offerta formativo del classico europeo. Innanzitutto il greco antico e il latino vengono ridotti e compattati in un unica materia, denominata “lingue e letterature classiche”, che viene affrontata con approccio comparato. A questa materia si aggiungono: lo studio quinquennale di due lingue straniere comunitarie (inglese e un’altra lingua tra francese, tedesco o spagnolo); il diritto e l’economia;  lo studio triennale (e non biennale come nel liceo classico) della fisica ed un maggior numero di ore dedicate alla matematica, nonché lo studio quinquennale dell’informatica integrato alla matematica. Per il resto, completano l’offerta geostoria, storia dell’arte e scienze naturali, con approccio comparato

L’insegnamento delle lingue moderne (inglese e francese) viene svolto anche con la presenza di esperti madrelingua e con l’ausilio di laboratori linguistici multimediali.

Al classico europeo si applica il CLIL per cui due discipline curricolari sono impartite nelle lingue comunitarie offerte da ciascun Convitto.

L’esame di Stato (ossia la maturità) prevede come seconda prova scritta, caratterizzante l’indirizzo, la prova di lingue classiche, che consiste nella presentazione di due brani sullo stesso argomento (uno in latino e uno in greco), corredati da una serie di domande di analisi testuale: lo studente deve tradurre, a scelta, uno dei due brani e rispondere ai quesiti di analisi del testo.

Dove si trova il classico europeo? Io ho preso spunto dal quadro orario del Convitto Nazionale di Roma, se non altro perché è l’esperienza concreta che ho più vicina, ma alcune di queste considerazioni possono essere svolte per gli analoghi indirizzi di liceo classico europeo presenti in altri Convitti ed Educandati sul territorio nazionale, da Milano a Palermo, da Venezia a Napoli.

C’è da segnalare, inoltre, che al Convitto Nazionale di Roma (così come in altri convitti sul territorio nazionale), grazie ad un accordo tra il Ministero e l’Ambasciata francese in Italia, è possibile conseguire il doppio diploma italiano-francese che, non a caso, si chiama EsaBac (perchè unisce Esame di stato e Baccalauréat francese).  Grazie all’EsaBac, i ragazzi italiani possono iscriversi a qualsiasi università francese senza bisogno di esami integrativi, o fare domanda per entrare in una delle Grandes Écoles (come Ena o Polythecnique) dietro concorso, esattamente come i compagni francesi.

Rispetto all’immobilità della nostra scuola, il classico europeo sembra una idea geniale, una ventata di modernità, quasi un’avanguardia con quelle lingue moderne, il diritto e l’economia. Eppure nulla di nuovo sotto il sole, perché a me il classico europeo ha sempre ricordato un altro liceo, un liceo vissuto pochi anni, dal 1911 al 1923. Si chiamava – appunto – “liceo moderno”, anzi “ginnasio liceo moderno” e fu istituito dall’allora Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Credaro con la legge 860 del 1911.  Si distingueva dal liceo classico (che solo con l’istituzione del liceo moderno iniziò a essere chiamato tale) perché non aveva il greco e aveva meno ore di latino, prevedeva l’insegnamento una seconda lingua straniera (tedesco o inglese, che si affiancavano all’allora imperante francese), del diritto, dell’economia e un leggero incremento delle materie scientifiche. Greco a parte, non sembra forse il classico europeo?

Che sia nuovo o vecchio, come giudicare questo liceo classico europeo? Sulla carta molto bello, direi. Un minimo di radici nella cultura classica ma varia modernità: due lingue moderne, CLIL, matematica rinforzata (anche se non saprei quanto), diritto ed economia che sono gli strumenti per comprendere la società moderna e l’attualità. Quest’ultimo duo è molto importante in quanto il diritto e l’economia sono i moderni perni su cui ruota il concetto di cittadinanza “attiva”: chi non conosce l’economia e il diritto non comprende la modernità. Se ieri l’intellettuale era lo scrittore o l’uomo di lettere, oggi è il giurista o l’economista. Senza l’economia e il diritto non si capiscono i dibattiti sulla legge elettorale, il problema delle crescita economica, lo spread o la disciplina dell’Unione Europea).

Però..come si sarà capito, c’è un però!

Io non sono una pedagogista ma penso di aver compreso un concetto caro ai pedagogisti ed agli esperti di scuola in genere: ossia che l’educazione è un po’ come un imbuto. Perché un imbuto? Perché l’imboccatura è larga: all’inizio del percorso educativo bisogna esporre i bambini a una serie di esperienze molto ampie, sfruttando la plasticità del cervello (ed è per questo che ritengo, ad esempio, che per il bilinguismo non è mai troppo presto). Poi però il ventaglio si deve restringere, perché quando si tratta di andare a fondo con lo studio ed estrarre dall’adolescente il cittadino di domani, occorre consentire la concentrazione (qualcosa di sempre più difficile in un mondo pieno di stimoli sensoriali e visivi). Insomma, non intendo affermare che bisogna limitare le esperienze ma che bisogna almeno limitare le materie e concentrarsi su un nucleo equilibrato ma non troppo vasto di saperi, in modo che questi possano essere formativi.

Quali siano queste materie o questi saperi è sempre oggetto di dibattito (vedi su questo blog il vivace dibattito tenutosi sulla utilità o inutilità anche culturale del latino) e non penso che vi sia un nucleo di saperi immanente a tutte le epoche e tutte le civiltà ma, per tornare pragmaticamente a come deve essere costruito un piano di studi, penso che le materie cui vengono dedicate 1,2 o 3 ore a settimana, rimangano sempre un po’ delle cenerentole.

Insomma, in parole semplici, forse questo liceo ha semplicemente troppe materie e lo studente corre il rischio di fare tante cose male, piuttosto che poche bene.

Pertanto la forza del classico europeo mi sembra contenga in sè anche il suo limite: come si fa ad abbracciare il nuovo senza lasciarsi per strada un po’ del vecchio? Mi sembra che il classico europeo non abbia avuto questo coraggio e che lo studente che lo frequentasse potrebbe finire per sentirsi come un pugile suonato, ecco. Ma il giudizio lo lascio agli studenti e i loro genitori. Chi ha esperienza del classico europeo batta un colpo!

 

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Comments

  1. Una sola considerazione, un poco triste. Vivo in Comune di Venezia, ove ha sede uno dei convitti nazionali con liceo classico europeo di cui si parla nell’articolo, ovvero il “Foscarini”, che si trova proprio in Venezia centro storico. Se si trattasse di una scuola competitiva a livello internazionale, pensate al fascino che una simile collocazione potrebbe avere su uno studente inglese, o americano, o tedesco: studi al massimo livello, e in più vivi quattro anni a Venezia. A saper fare, ci sarebbe una lista d’attesa da fare invidia ad Harvard…

  2. Io ho un figlio che frequenta il terzo anno del liceo classico europeo a Venezia, il Foscarini.
    Come per tutte le Scuole, va detto che “la Scuola la fanno i Professori”, perché sono loro, in fondo, che rendono concreto il piano formativo dell ‘Istituto, senza dubbio entusiasmante.
    Devo dire che, seppure con qualche eccezione,purtroppo, ” fisiologica”, i Professori del Foscarini Europeo sono all’altezza del compito che è’ stato loro assegnato anche se,la novità non solo dell’indirizzo scolastico, ma anche il numero delle materie e delle ore di lezione in classe, rendono indispensabile una revisione del metodo didattico tradizionale , medio teologia nuova che chi insegna all ‘ europeo deve, rectius, dovrebbe,necessariamente, adottare.
    Ed infatti, gli studenti sono i primi a rendersi conto quali sono i professori che “hanno studiato” per insegnare in questa nuova scuola che richiede un metodo didattico totalmente diverso che, se adottato correttamente , non toglie il sonno agli studenti .
    Perché’ ,se è vero che le materie sono molte, e’ vero anche che la quantita’ non va necessariamente a discapito della qualità .
    In fondo, i programmi, almeno per le materie fondamentali, sono quelli ministeriali e,a fine anno, il programma di matematica, ad esempio, e’ facilmente comparabile con quello svolto in altre scuole con diverso indirizzo, ad esempio il liceo classico o lo scientifico.
    Riguardo il greco ed il latino, io ho fatto il liceo classico tradizionale, ovviamente,in quinta ginnasio avevamo le versioni di greco da tradurre.
    Mio figlio, invece,per casa deve fare il riassunto , in greco, di un brano, pure in greco.
    Come vedeTe, l’approccio e’ diverso ma,il risultato finale, la comprensione del testo, e’ uguale.
    Per fare un altro esempio, riguardo il programma di scienze, che all’europeo fanno in inglese, usano libri di testo in uso nelle scuole inglesi,ed il programma svolto, a fine anno, ho riscontato essere uguale al quello svolto in una scuola “omologa ” nel Regno Unito.
    Certo che, anche agli studenti e’ richiesto impegno, fosse solo per il numero di materie che, per quanto interessanti,comportano ore di lezione a scuola e di studio a casa.
    Ma,a sentire i ragazzi, ne vale la pena, almeno per quelli che non hanno cambiato scuola.
    Si, c’è’ da dire che,sono partiti in 27 e dopo i primi due anni, tra ritirati, bocciati, “emigrati” in altre scuole, ora,al terzo anno, sono in 20.
    Ecco, io non credo sia una scuola ” competitiva” per accedere ad un’università piuttosto che ad un’altra,nel senso che, ad esempio, se un ragazzo volesse studiare lingue classiche ad Oxford, forse, sotto il profilo strettamente didattico sarebbe forse più idoneo il liceo classico tradizionale italiano, ma il liceo europeo sicuramente e’ una scuola che apre la mente ed insegna a studiare, il che, attualmente, mi pare abbastanza raro, sia qui sia altrove.
    Il che ci riporta al punto di partenza: il programma e’ perfetto, almeno sulla carta, ma la Scuola la fanno i Professori , e gli Sudenti, e un po’ anche i genitori.

  3. Se vogliamo solo “aprire la mente” ok allora alla cultura a 360 gradi, ma io ho qualche dubbio che questo sia il meglio. È’ solo una scelta. Trovo inoltre che molte mie amiche diplomate al liceo linguistico normale abbiano un’ottima apertura mentale, oltre ovviamente ad una migliore conoscenza delle lingue rispetto a quella che ho io, che ho fatto il liceo classico tradizionale. Sarà anche un po’ colpa mia che ho approfondito poco le lingue per conto mio, ma ora sento molto questa carenza, soprattutto in un momento come questo ( che ormai dura da anni) in cui è’ bene guardare anche fuori di questo paese per lavorare. Inoltre anche qui in italia nel lavoro la conoscenza dell’inglese e altre lingue è’ sempre più necessaria.

  4. Il piano di studio del Liceo Classico Europeo è ampio, completo e interessante, questi sono gli aspetti che ho valutato INSIEME con mio figlio quando si è dovuta affrontare la scelta del liceo.
    Condivido in pieno le osservazioni di Daniela la cui sintesi perfetta è la sua ultima frase: “il programma e’ perfetto, almeno sulla carta, ma la Scuola la fanno i Professori, e gli Studenti, e un po’ anche i genitori”.
    Non sono le ore di studio che devono spaventare, alcuni professori riescono ad interessare gli alunni non facendo delle lezioni totalmente frontali, il coinvolgimento degli alunni è di stimolo per il docente e per la classe tutta, infatti alcune ore sono indicate come laboratorio.
    Certo è da dire che non è una scuola per tutti, anche nel caso della classe di mio figlio al Convitto di Roma da 27 al primo anno sono arrivati ad essere in 19 al terzo anno, bisogna avere le giuste motivazioni, un buon metodo di studio, essere abituati al rigore; sono tutte cose che il ragazzo sviluppa durante la crescita sia all’interno della famiglia, sia durante gli anni scolastici.
    Non consiglierei mai questo piano di studio a chi non ha le caratteristiche sopra evidenziate.

  5. Io però , insisto, preferisco distinguere tra il concetto di ” non è’ da tutti” versus effettiva utilità di una scuola e l’apertura mentale correlata. Non è’ detto che ammazzarsi di studio di lingue morte ( ok, anche insieme a quelle vive, ma tolgono spazio a queste ultime, per forza di cose) ti apra tutte le porte in automatico, ovviamente mi riferisco a persone normali che non hanno le famose conoscenze in alto. Entri in una élite particolare, questo si, però a mio parere fine a se stessa e apprezzata da una ristretta cerchia di persone. Ovvio, e’ una mia opinione, supportata dalla mia esperienza personale di persona comune e che si è’ fatta le sue file e gavette, che sono andate un po’ oltre il consentito dopo gli studi classici tradizionali, laurea e svariate specializzazioni. Staro’ pure in una élite di “colti”, avrò pure la mente aperta, ma per anni ho visto un precariato che non auguro a nessuno. Ho una figlia che allo stato attuale sta rivelando capacità non comuni, a scuola e’ tra le migliori, e’ svelta, legge moltissimo, fa tante domande. Spero VIVAMENTE che non voglia studiare le lingue morte a scapito delle vive, e comunque, se proprio vorrà’ dedicarsi alla tuttologia per piacere personale, lo potrà ovviamente fare, ma sarà una scelta sua.

    1. Laura, sono d’accordo con il discorso generale ma faccio notare che il classico europeo in realtà di classico non ha tantissimo e ha l’Esabac (dunque si fa molto francese, lingua viva!). Quanto alle scuole europee esse stanno dove ha sede una qualche istituzione comunitaria (ad esempio a Parma o a Francoforte) e Roma non è sede di istituzioni europee (purtroppo per oi romani!). Ne scriveremo presto su questo sito…
      Un saluto
      Elisabetta

  6. Ciao Elisabetta, la tua risposta mi ha incuriosita e spinta a riandare a vedere il sito del convitto, nel quale avevo navigato mesi fa e che non mi aveva convinto. Ho cliccato su classico europeo e questo e’ quello che c’è’ scritto:

    “Il Liceo Classico Europeo nasce come Maxisperimentazione nell’a. s. 1993/1994 e si presenta coerente con le indicazioni di Maastricht e con gli obiettivi educativi più volte dichiarati dall’Unione Europea.
    Nel generale panorama della scuola superiore italiana, questo percorso liceale è pertanto, nella sua complessa articolazione, una moderna ed efficace sintesi dei tradizionali corsi quinquennali di scuola secondaria ad indirizzo classico, scientifico e linguistico.
    Il Liceo Classico Europeo è articolato in due sezioni complete (A e B) e attualmente dalle classi quarta e quinta sez. C.
    L’attività curricolare è articolata su sei giorni (ore 8.00 – 14.00, con prosecuzione pomeridiana lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15.20 alle 17.15).
    Le ore di lezione sono suddivise in ore frontali e di laboratorio.
    Gli Educatori assistono gli alunni dalle ore 12.15 alle 17.15—nelle ultime ore di lezione in collaborazione con i Docenti — a mensa e nello studio guidato (martedì e il giovedì pomeriggio).
    Tutti gli studenti sono semiconvittori.
    L’orario settimanale del Liceo Classico Europeo è attualmente compreso tra le 38 e le 42 ore. Le lezioni antimeridiane terminano ogni giorno alle ore 14.00 salvo il sabato, giorno nel quale solo le classi V svolgono sei ore di lezione, perché tutte le altre classi terminano alle ore 12.10.
    Il monte ore settimanale di lezione prevede che Lunedì, Mercoledì e Venerdì i ragazzi seguano una o due ore di lezione curriculare, fino alle 16.20 o fino alle 17.15, secondo la classe frequentata.”

    Di queste 38-42 ore settimanali, sabato compreso e rientri pomeridiani compresi, mi sembra di capire che 5 ore sono dedicate alle lettere classiche, 5 al francese e 4 (solo 4!) all’inglese. Francamente non mi soddisfa, per chi vuole di tutto un po’ va bene, ma io ancora cerco un internazionale INGLESE a Roma con standard europei e pubblico’ e SENZA lingue classiche non più parlate….
    Qualcosa di simile a quello che cercò C’ e’ al Virgilio a via Giulia, con liceo internazionale a opzione spagnolo o opzione francese. inglese no, chissà perché …….( tono vagamente sarcastico)…..

  7. Come studente ora universitario se lo avessi saputo prima dell`esistrenza del LCE lo avrei scelto di sicuro ! E` quell`indirizzo di studi che permette di acquisire nel contempo, grazie a una rinnovata metodologia didattica un`ottima preparazione linguistica seguendo comunque i programmi dei licei classico e scientifico ordinamentali. Mi fa piacere che la rete dei LCE si stia diffondendo in tutto il territorio nazionale: infatti dall`A.S.2011/12 e` partito anche a Cagliari e dall`A.S.2014/15 anche al convitto di Sassari. Oltre il doppio diploma col progetto Esabac per la lingua francese, per il Tedesco esiste la certificazione DSD II, riconoscita dal governo tedesco per l`accesso libero alle universita`, che alcuni LCE hanno adottato come all`Uccellis di Udine. Si attende lo sviluppo del doppio-diploma Bachillerato per la lingua spagnola, attualmente al tavolo del Miur affinche` anche i LCE possano aderire prossimamente.
    Conosco amici che frequentano il LCE a Roma e mi confermano che rispetto agli altri licei e` per coloro che vogliono avere competenze di un certo livello su tutti e tre i campi: linguistico, umanistico e scientifico. E ovviamente l`organizzazione tipo colleges a tempo pieno e` indispensabile nella riuscita di questo bel percorso di formazione.

  8. Io ho una curiosità che, nonostante sia stata all’open day di un LCE lo scorso anno (con un anno di anticipo poichè mio figlio sta frequentando ora la terza media) non sono riuscita a soddisfare pienamente e spero che qualcuno di voi possa chiarirmi le idee. Un LCE ha mediamente 11 ore in più a settimana del classico ordinamentale ed infatti le lezioni si protraggono fino alle ore pomeridiane: ma i ragazzi quando studiano?
    Non rimane poco tempo da dedicare ai compiti? Riescono anche a dedicarsi ad uno sport? Nei confronti dei convittori, qual è il ruolo (non quello scritto sulle varie brochure bensì quello vero, pratico, effettivo) degli educatori che subentrano ai professori?
    Grazie a chi vorrà rispondermi.

  9. …c’è qualcuno che può/sa spiegare il ruolo e l’impiego dei conversatori in lingua straniera madre nel ruolo di coodocenti in compresenza?

  10. Salve, sto frequentando il Liceo Classico Europeo. Da quello che ha scritto si comprende perfettamente che lei non ha avuto contatti diretti con ciò che veramente è questo tipo di liceo. Se dovessi trovare un difetto non sarebbe di certo le tante materie insegnate, bensì il fatto che queste sono insegnate tutte in modo approfondito e il tempo per studiarle è minimo. Grazie a questo si deve sviluppare una grande capacitá di assimilazione, che s’incrementa negli anni.
    Il nostro livello di cultura classica non è certo paragonabile a quello di un liceo classico tradizionale, ma supera di gran lunga quello degli altri licei. Così si può dare spazio anche ad un’ apertura nel campo linguistico soprattutto, e pure scientifico. Tutti questi fattori, uniti all’apertura mentale che questo liceo dona, rendono possibile una scelta più ampia delle future università.

    1. Grazie, Sonia, per aver condiviso la tua esperienza, aspettavo il commento di qualche studente.
      Peraltro, non mi pare vi sia un abbisso tra il mio giudizio e il tuo, che questo liceo lo stai facendo.
      Io ho scritto che forse questo liceo ha troppe materie. Tu scrivi che “Se dovessi trovare un difetto non sarebbe di certo le tante materie insegnate, bensì il fatto che queste sono insegnate tutte in modo approfondito e il tempo per studiarle è minimo”. E’ proprio questo il problema, credo. I saperi non sono mai troppi in assoluto ma rispetto al tempo che uno ha.
      Ad ogni modo stai certamente facendo una scuola “sfidante” e quindi sono certa che ne raccoglierai ottimi frutti.

  11. Salve ,
    sono la madre di una studentessa del Liceo europeo Foscarini , classe terza Concordo con il fatto che le materie sono veramente molte e il tempo per studiare è pochissimo e aggiungo che una pecca di questa scuola è la pochissima attenzione data all’educazione fisica in una età in cui è necessario sviluppare anche una intelligenza motoria , a maggior ragione se stanno sui banchi fino alle 17. La mensa è pessima, e per i vegetariani, come mia figlia, la cena consiste spesso in un panino con formaggio spalmabile . Aggiungo che il convitto è senza riscaldamento da piu di un mese e nonostante le mail alla direzione e alla provincia, tutto rimane silente ( e inadempiente) . Perchè non distinguo il convitto dalla scuola? perchè sono scuole in cui mandiamo i nostri figli affidandoli a un sistema al quale dovremmo poter fidarci e affidarci e non dimentichiamo che il Liceo europeo nasce solo dove c’è un Convitto annesso . Se il Convitto è pessimo non inficia forse la qualità scolastica?

    1. Buongiorno, sto valutando il Foscarini per mia figlia che l’anno prossimo inizierà il liceo, se non Le è di troppo disturbo vorrei farle alcune domande relativamente al Convitto. Possiamo sentirci in separata sede? La mia mail è m.nissotti@libero.it. Grazie fin d’ora

  12. Sono madre di una ragazza di 13 anni che entro metà febbraio dovrà fare la sua scelta…..
    il dilemma è: classico tradizionale od europeo?
    Su carta il classico europeo sembra il più completo e anche quello più corrispondente alle esigenze odierne per affacciarsi al mondo del lavoro.
    Ma le perplessità sono diverse:
    non son troppe materie e non si rischia di ottenere solo una confusione mentale e di conoscenze? e se non fosse così le ore di studio necessarie per consolidare le conoscenze scolastiche sono minori del liceo classico tradizionale dato che le ore scolastiche sono nettamente superiori?
    Le ore di laboratorio in cosa consistono? sono effettivamente di laboratorio o vengono utilizzate per interrogazioni e spiegazioni come una normale scuola italiana?
    Mi piacerebbe sentire un parere approfondito di uno studente del liceo classico europeo e un suo giudizio basato sulla sua esperienza personale.

    1. Ciao Simona, sono una docente di un LCE e provo a risponderti alla domanda su cos’è un laboratorio. In realtà ogni docente lo interpreta, purtroppo, a modo suo. Mi spiego, come spesso avete sottolineato, le materie all’Europeo sono tante e il tempo per studiare spesso è poco, quindi come sfruttare il laboratorio? Ti dico quello che nella mia scuola si cerca di fare, o meglio ciò che i docenti che credono in questo indirizzo fanno, le ore di laboratorio sono le ore in cui i ragazzi lavorano, possono essere ore di semplice studio, ore di traduzione, a volte anche ore per interrogare, io lavoro in questo indirizzo da 5 anni e ho capito nel corso del quinquennio che la mia classe ha spesso il bisogno di studiare, soprattutto al triennio, così nel biennio spesso li faccio lavorare da soli (io insegno lettere classiche), nel triennio almeno una della ore di laboratorio è di studio, l’altra è di codocenza e devo dire che solo una l’ho lasciata di lezione frontale mentre due le usiamo per leggere testi e tradurre.
      Spero di esserti stata utile, ma come ha detto già qualcuno prima di me, sono i docenti che fanno la scuola…..per fortuna e purtroppo! In bocca al lupo per la scelta di tua figlia

  13. Sono uno studente del Liceo Classico Europeo Uccellis e posso garantire he sia la scelta migliore, nonostante i numerosi sacrifici chieda allo studente normale, che possa attualmente essere effettuata.
    D’altra parte è vero che si tratta di una scuola auto-selettiva, come lo stesso numero di ritirati e ritirandi suggerisce, ma ciò non rappresenta forzatamente un punto negativo.
    Per quanto riguarda invece la frequentazione dei Classici Europei da parte di allievi stranieri, posso, al contrario di quanto sostiene l’autore della pagina, come nel mio istituto si va da un minimo di 2 ragazzi stranieri fino ad oltre 6 per classe, passando per tedeschi,svizzeri,austriaci,inglesi,bulgari,servo-croati,albanesi e russi, tutti alloggianti in convitto, tant’è vero che ormai all’interno dell’istituto rivolgersi agli altri in una seconda (o terza!) lingua è divenuto consueto.

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