consigli e risorse per essere cosmopoliti

Scientifico, Linguistico, Classico o Europeo: purché sia un Liceo Internazionale!

educazioneglobale Licei Internazionali2La riforma Gelmini del 2010 ha mutato i percorsi della scuola secondaria di secondo grado (la scuola superiore, per intenderci), riducendo il numero degli indirizzi degli istituti tecnici (articolati oggi in due settori: economico e tecnologico), degli istituti professionali (che consistono ora in sei indirizzi e due macrosettori) e dei licei.

Tagliate le sperimentazioni che davano luogo ad una molteplicità di percorsi, per i licei rimangono in tutto 6 indirizzi, ognuno dei quali ha delle materie che caratterizzanti e un suo quadro orario. I 6 indirizzi liceali sono i seguenti: classico, scientifico, artistico, linguistico, nonché (e questi sono i due percorsi meno conosciuti da studenti e famiglie) musicale-coreutico (che, a quanto ne so, è nuovo) e delle scienze umane (che è l’ex psico-pedagogico, rivisto e corretto).

Tuttavia, fatte salve le materie proprie di ogni indirizzo, In un sistema di istruzione caratterizzato da autonomia (vedi, in particolare, il DPR n. 275 del 1999), ogni scuola si attrezza per offrire qualcosa in più.

Anche se la disciplina giuridica della scuola italiana è piuttosto complessa e non la conosco se non per sommi capi, penso di poter affermare che, le sperimentazioni, uscite dalla porta (ossia cancellate dalle norme), rientrano, sotto altre forme (di prassi, ma anche normative), dalla finestra, grazie a progetti, decreti ministeriali e decreti dei direttori generali degli Uffici scolastici di ciascuna Regione.  Rientrano perché le scuole (non solo quelle paritarie o private non paritarie, dunque), cercano giustamente di intercettare desideri e bisogni dell’utenza.

E l’utenza, che poi è fatta di famiglie e di studenti, che cosa chiede? Cosa chiedono i genitori, cosa chiedono i ragazzi? Ebbene, tantissime cose.

Tutti vorrebbero un adeguamento nei programmi (come ho scritto qui:  I programmi dei licei, non è ora di cambiare?): ne è prova la fuga dal liceo classico, che conta una flessione negli iscritti (e una preponderanza di ragazze) e non perché sia visto come un percorso privo di valore formativo, quanto perché lo si considera sempre più inattuale (chi è interessato al tema si legga il post Serve ancora il latino?).

Alcuni chiedono più attività sportive.  Oggi questa domanda trova risposta nella istituzione del liceo sportivo, che poi è un liceo scientifico ad indirizzo sportivo. Si tratta di uno scientifico con meno filosofia e in cui, al posto del latino e della storia dell’arte, si studiano scienze motorie e altre materie come economia dello sport e diritto dello sport ed, ovviamente, ci sono delle ore in più di vari sport.

Alcuni desiderano un percorso liceale più breve, che consenta di diplomarsi a 18 anni. Ad invarianza di programmi, condensare tutto in quattro anni non è semplice. Malgrado ciò è già nata (e si sta ampliando) l’offerta di alcuni licei con percorso quadriennale anziché quinquennale (ne avevo già scitto anche in Liceo di 4 anni o anticipo scolastico? Finire la scuola a 18 anni).

Altri ancora chiedono scuole più tecnologiche o un collegamento con il mondo del lavoro e dell’impresa (e anche in questo caso ci sono dei licei innovativi, particolarmente attenti alla relazione con il mondo imprenditoriale).

Servirebbe, poi, un esame di Stato finale che sia oggettivo e “misurabile” , se non altro per evitare il massacro dei test di ammissione all’università.

Molti chiedono un liceo che consenta – più agevolmente di altri – di passare il quarto anno di liceo all’estero. Oppure desiderano una scuola che li prepari meglio per essere ammessi ad università estere, in particolare in Inghilterra (ma non solo!).

E così si giunge al fulcro della questione, che poi è il tema sul quale insiste questo blog, della internazionalità, del bilinguismo, del multiculturalismo, della formazione di cittadini del mondo. C’è, insomma, una cosa che sta a cuore a famiglie e studenti più di altre: avere una scuola più più aperta ad altre lingue e  alle altre culture. In una parola, una scuola più internazionale. 

Quanto alle lingue, in realtà le norme italiane già prevedono un rafforzamento dello studio di una terza lingua straniera e l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera (Content and Language Integrated Learning, da cui l’acronimo CLIL), che è un apprendimento integrato di lingua e contenuti.  Ma non tutte le scuole si sono adeguate con la stessa rapidità. C’è chi è rimasto indietro, ma c’è anche chi è andato oltre.

Le scuole che hanno fatto da apripista, per rendere più internazionali il percorso liceale italiano, sono ricorse alla tecnica dell’innesto, inserendo nel programma tradizionale, insegnamenti ed esami di altri sistemi scolastici. Da qui nascono una serie di ibridi, che si sono andati diffondendo già dalla seconda metà degli anni ’90 ma che ora si stanno moltiplicando a vista d’occhio.

Uno è quello dell’ESABAC offerto dai linguistici internazionali francesi e dal liceo classico europeo (offerto dai Convitti Nazionali). Cosa è l’ESABAC? L’acronimo fa riferimento al titolo finale di un doppio diploma: l’Esame di Stato italianoe il Baccalauréat francese, che conclude un percorso liceale bilingue e biculturale italo – francese, consentendo a chi lo ottiene di proseguire gli studi nelle università italiane o in quelle francesi.

Ci sono poi i linguistici europei con lingua spagnola, nonché i licei internazionali tedeschi come quello del Liceo Galvani di Bologna, il quale opera in base ad un accordo tra l’Italia e la Germania, che promuove queste sezioni bilingui nei due paesi e riconosce i rispettivi programmi di studio e il diploma raggiunto. Il diplomato italiano ha quindi accesso alle università tedesche senza dover sostenere un esame di lingua.

C’è poi la tendenza dominante che è quella dei Licei Cambridge dunque, licei con programma italo – inglese. I licei con progetto Cambridge IGCSE si vanno moltiplicando e in Italia. Essi funzionano innestando nei tradizionali piani di studio italiani alcuni insegnamenti e i relativi esami della scuola inglese, quelli che nel sistema britannico si sostengono a 16 anni, nella versione però internazionale, ossia gli International General Certificate of Education – IGCSE. Chi volesse approfondire la questione del funzionamento dei licei Cambridge- IGCSE può leggere il post Licei pubblici italiani Cambridge International e cercare le singole scuole Cambridge in Italia.

Ma la sperimentazione non si ferma qui. Infatti, in alcune scuole, il sistema Cambridge IGCSE, dapprima introdotto a livello di progetto è diventato un percorso “stabile”. Che vuol dire? Che all’inizio è stato offerto su base progettuale, dunque con una struttura transitoria, come qualunque altro progetto che le scuole fanno in certi anni (normalmente finanziati con fondi europei, statali o regionali sulla base di un concorso) ma che, in un secondo tempo, alcune scuole sono riuscite a farsi autorizzare (per ora a livello regionale) percorsi di liceo (scientifico, classico o linguistico), da cui la dizione diliceo internazionale. Come funzionano questi “licei internazionali”? Chiariamo anzitutto cosa NON è un “liceo internazionale”: non è una scuola internazionale (come quelle inglesi di cui ho scritto in Scuola internazionale: un papà racconta) e dove si sostengono anche gli esami A-levels, oppure l’IB. Non è neanche una scuola bilingue, anche se ovviamente si fanno più lingue (e sulle scuole bilingui vedi il post Scuola bilingue: tutto quello che avresti voluto sapere e non hai mai osato chiedere). Non è neanche un liceo internazionale nel senso dell’utenza: i ragazzi figli di genitori stranieri (di madrelingua inglese o ano) sono ancora una minoranza.

Prendiamo, ad esempio, una best practice: il liceo internazionale inglese a Bologna presso il già citato Liceo Galvani. Qui le sezioni di liceo scientifico internazionale ad opzione italo-inglese nascono addirittura nel 1997, grazie sia al partnerariato istituito con il CIE (Cambridge International Examinations, l’ente che certifica in tutto il mondo le competenze raggiunte nelle discipline insegnate in lingua inglese), sia al riconoscimento ufficiale del Ministero della Pubblica Istruzione.

Una simile organizzazione esiste anche a Roma: tra i primi licei ad adottarla il Liceo Scientifico Azzarita che fa parte dell’Istituto Salvini, il quale, con Deliberazione della Giunta della Regione Lazio 506 del 30 dicembre 2013 e Decreto 1 del 9 gennaio 2014 del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, ha visto riconosciuto il nuovo indirizzo “Liceo scientifico internazionale ad opzione italo-inglese”. Il programma, oltre alle materie tipiche dello scientifico, prevede 5 ore curriculari di iglese con il professore di inglese titolare di cattedra e le materie diverse dalla lingua inglese ma che si svolgono in lingua, con la compresenza tra docente italiano e lettore madrelingua (si tratta degli insegnamenti e degli esami International General Certificate of Secondary Education – IGCSE), per un totale di circa 10 ore settimanali di/in inglese (cui si aggiungono anche 3 ore di lingua o francese o spagnola, a seconda delle sezioni).

Restano sullo sfondo una serie di domande più generali, che potremmo chiamare, per così dire, di policy: a quando una (vera) riforma dei programmi e dei metodi di insegnamento della scuola secondaria di secondo grado? Non è ora di un baccellierato internazionale tutto italiano, che rilanci anche l’Italian style nel mondo?

Che paese è quello le cui scuole sono costrette ad adottare insegnamenti ed esami di sistemi scolastici diversi perché i propri non sono più significativi, sono troppo arcaici o non sono riconosciuti come validi all’estero? (lascio ad altri la scelta di quale di queste affermazioni sia quella corretta!).

Ma ci sono anche domande più generali: in un mondo globale in cui tutto tende a superare i confini dello Stato, quanto hanno senso ancora le specificità dei sistemi di istruzione nazionali?

Questioni generali a parte, la richiesta degli studenti di oggi è chiara: vogliono una scuola moderna, che li renda cittadini del mondo oltre che di uno Stato – nazione.  Chi saprà dare loro una risposta?

 

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Comments

  1. Ciao. Volevo un’informazione, l’ ho cercata ovunque ma navigo ancora nel buio. Vi spiego: a causa del lavoro di mio marito tutta la nostra famiglia dovrebbe passare il prossimo anno scolastico in India, a Bangalore. I nostri 4 figli frequenterebbero una scuola internazionale (pagata dall’ azienda). Ora, il nostro secondo dovrebbe frequentare in Italia la terza media. Lá frequenterebbe un 8° grado. Come fare con l’esame? Il titolo acquisito là potrà sostituire l’esame o mio figlio dovrà sostenerlo in Italia? Aiutatemi per favore, certo se rischiassimo di fargli perdere un anno rifiuteremmo questa proposta….
    grazie

  2. Grazie per le preziose informazioni.
    Un chiarimento: dunque un cosiddetto “liceo scientifico internazionale” è qualcosa di diverso rispetto ad un “liceo scientifico ad opzione Cambridge IGCSE”? Anche se nel liceo scientifico internazionale si fanno comunque gli esami IGCSE. A Roma ne trovo diversi ad opzione Cambridge, ma veramente pochi, forse un paio, scientifici internazionali. L’approvazione e autorizzazione del percorso internazionale da parte del MIUR in cosa si traduce in termini di didattica e titolo di studio? E soprattutto quale è, se c’è, la differenza con un liceo scientifico IGCSE. Probabilmente una maggiore integrazione tra materie e metodi nelle e tra le due lingue…
    Grazie.

    1. Claudia, ti dico quello che mi è stato spiegato da una professoressa.
      – il liceo scientifico internazionale ad opzione italo – inglese, oltre all’inglese e agli esami IGCSE-cambridge prevede lo studio di un’altra ingua comunitaria (solitamente francese o spagnolo) per 3 ore
      – il titolo di maturità che si consegue è diverso e l’esame prevede immagino una prova di inglese e una dell’altra lingua comunitaria, ma su questo non sarei certa
      – a livello di metodi didattici non credo cambi nulla rispetto ad un liceo scientifico opzione Cambridge.
      Spero che ci legga qualcuno che ne sa di più, in modo da spiegare ancora meglio le differenze tra i due.
      Ad ogni modo, il primo in Italia ad adottare questo indirizzo è stato il Liceo Galvani di Bologna.

  3. Cerco un consiglio in merito a un buon liceo linguistico a Milano. Infatti non siamo soddisfatti di quello che sta frequentando attualmente mia figlia. Approfitterei della fine del biennio per iscriverla l’anno prossimo al terzo anno. Purtroppo sia nel pubblico che nel privato è difficile orientarsi!!! Grazie se mi potrete aiutare
    Paola

    1. Ciao Paola, in attesa che ti risponda qualche mamma di Milano, io ti suggerisco di fare così:
      1. Consulta Eduscopio http://eduscopio.it/ lo strumento di misurazione della qualità delle scuole messo a disposizione dalla Fondazione Agnelli
      2. Seleziona le due o tre migliori, visitale e informati se hanno docenti madrelingua (per il linguistico…mi pare rilevante)
      3. Vedi anche i Licei Cambridge di Milano partendo da qui https://s23131.pcdn.co/2015/02/tutti-i-licei-cambridge-ditalia/
      Elisabetta

      1. Grazie Elisabetta dei suggerimenti seguirò senz’altro questo percorso. Sarebbe interessante avere anche il consiglio di qualcuno che al momento frequenta un buon corso e lo consiglia. Infatti in teoria molte scuole si presentano benissimo o godono di ottima fama ma poi, quando sei dentro, la verità è un’altra. Grazie ancora comunque e ti farò sapere

  4. Salve Elisabetta. Mia figlia frequenta il primo anno di un liceo scientifico ESABAC perchè nella nostra città è, al momento, l’unica opzione internazionale abbinata ad un liceo scientifico, che era la prima scelta di tipologia di studi di mia figlia. Vorrei capire se e quanto questa scelta “taglia fuori” da futuri percorsi nel contesto educativo anglosassone, posto che mia figlia frequenta privatamente corsi di inglese e la scuola ha inserito un corso extra curriculare (ma obbligatorio) di lingua inglese proprio per non trascurare la conoscenza di questa lingua.
    Sempre complimenti per il tuo blog.

    1. Ciao Valentina, in teoria nessun percorso di scuola superiore ti taglia fuori da studi universitari in Inghilterra o negli Stati Uniti o da studi universitari in università italiane ma svolti in inglese (ce ne sono anche di questi, sempre di più, alcuni comunque di seri).
      La questione è solo che è una strada in salita.
      Le porte sono sempre aperte per i fuoriclasse, ma per tutti gli altri è difficile.
      Poi, in teoria, se guardi i requirements delle università più selettive come Oxford ti accorgi che basta avere 95/100 come voto all’Esame di Stato e il livello di inglese sufficiente
      https://www.ox.ac.uk/admissions/undergraduate/international-students/international-qualifications?wssl=1
      Ma questa è pura teoria, perché si tratta pur sempre dei requisiti minimi.
      Io entrai ad Oxford da graduate (ed è meno difficile), ma i miei amici educati nel sistema anglosassone che ci entrarono da undergraduate avevano anche 9 A levels con A o A* anche se ne erano richiesti mi pare 3 e quelli che avevano l’IB avevano voti altissimi. E, onestamente, avendoli visti studiare, posso dire che erano tutti straordinari.
      Ovviamente ci sono tante altre università e tanti altri livelli e non è tutto oro quello che luccica.
      Quindi non ci sono preclusioni in teoria, ma nessuno può assicurarti che tua figlia ce la faccia e, soprattutto, che voglia… intendo dire un genitore ad un certo punto deve farsi un pò da parte, perchè un conto è scegliere la scuola dell’infanzia per il treenne, altro è fare orientamento universitario all’adolescente…

  5. Grazie per risposta puntuale e rapida. Sono d’accordo sull’opportunità di farsi da parte, in fondo l’abbiamo già fatto con la scelta del liceo partendo dal presupposto che poi tocca a lei studiare… A maggior ragione questa posizione va manenuta e consolidata quando si fanno scelte “decisive” come succede all’università. Tuttavia, almeno fino ad una certa età, credo che i ragazzi vadano soprattutto informati e, se necessario, orientati. Per questo, appunto, raccolgo informazioni che, peraltro, talvolta mi è capitato di condividere con altri genitori ai quali non manco mai di segnalare il tuo straordinario blog.

    1. Tranquilla, raccogliere e “spacciare” informazioni è quello che facciamo tutti, in realtà la mia chiusa era solo per ricordare a tutti (in primis a me stessa) che poi non è detto che i nostri figli facciano quello che, in piena buona fede, consigliamo loro.

  6. Complimenti Elisabetta, Oxford è stata la tua Università…… Forse mi sono persa qualche tuo post o non hai mai raccontato nulla della tua esperienza come graduate? Secondo te quanto è determinante e può fare la differenza studiare in una Università prestigiosa…. Può assicurare ai nostri figli un futuro migliore? O è anche un “biglietto da visita”

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