consigli e risorse per essere cosmopoliti

8 tipi umani a cui NON chiedere consigli sulla scelta della scuola

Scegliere la scuola dei propri bambini: uno non si rende conto di quanto è complicato finché non ci si trova. Intanto perché ci si confronta con un insieme di nuove nozioni: si tratta di andare in giro per open day – le giornate di presentazione della scuola alle famiglie e ai futuri studenti, leggersi i piani dell’offerta formativa, valutare pro e contro, confrontarsi con altre persone. Poi perché, se capire con quali criteri scegliere è complicato, capire a chi chiedere consiglio o con chi confrontarsi è – talvolta – ancora più complesso.

La genitorialità competitiva è contagiosa e forse è determinata da una eccessiva ansia di sbagliare; talvolta sfocia solo nel consiglio non richiesto, altre volte in un atteggiamento che sfiora il bullismo.

Negli anni, ne ho sentite così tante di persone che, per eccesso di sicurezza, aggressività o altro motivo, imponevano la propria idea ad altri, che ho deciso di raccogliere una lista di tipi umani ai quali è meglio NON chiedere consigli sulle scuole. Oppure, almeno, ascoltare quanto affermano, con un pizzico di scetticismo.

E’ un po’ una lista semiseria, ma scommetto che ciascuno di noi ha incontrato, almeno una volta nella vita, una persona del genere. Ecco, a mio parere, la lista delle persone con le quali è meglio non confrontarsi.

A chi NON chiedere consigli sulle scuole

  1. Non a chi ha una figlia o un figlio unico (specialmente se a scuola è bravissima/o). Spesso chi ha un figlio solo, specie se brillante, pensa di aver trovato una formula magica: tutti gli altri genitori devono aver sbagliato qualcosa…
  1. Non (solo) a chi nella scuola insegna. Da un lato, infatti, conosce il mondo scolastico meglio di te ma, dall’altro, o è di parte o, comunque, è troppo nella sua “bolla”, salvo che non abbia davvero una lunga esperienza e un atteggiamento non dogmatico.
  1. Non a chi ha solo figli molto piccoli, se hai figli più grandi dei suoi. Chi ha solo figli di due anni che ti può dire? Che magari un’educatrice è carina e che il giardino – che la scuola dell’infanzia condivide con la scuola primaria – è ben attrezzato; ma certi problemi, come te, non li ha ancora potuti affrontare.
  1. Non a chi dice solo rose e fiori: vi è mai capitato questo genere di genitore? La tal scuola è perfetta ma, attenzione, solo finché ci stanno i suoi figli. In media, si tratta dello stesso genitore che continuamente decanta i talenti dei propri figli.
  1. Non a chi ha dogmi: solo scuola pubblica, solo scuola cattolica, solo scuola francese, solo scuola Montessori. In media, confonde le opinioni con i fatti (salvo che la sua opinione non nasca da una conoscenza effettiva delle diverse opzioni, di cui ha messo in rilievo pregi e difetti).
  1. Non a chi ti dà consigli non richiesti. Quando diventiamo genitori tutti si sentono in diritto di dirci la loro su come crescere il nostro bambino. Se non hai chiesto tu il consiglio, valutalo con prudenza.
  1. Non a chi non ti chiede neanche che vuoi o cosa cerchi per i tuoi figli. Questi sentenzia senza ascoltare prima i tuoi dubbi e le tue esigenze, potrebbe non fare per te…
  1. Non a chi sceglie nostalgicamente la scuola dove è andata da bambina senza aver acquisito informazioni nuove: confonde la nostalgia di ieri con la realtà di oggi.

E chi rimane? A chi chiedere consigli sulla scuola? Rimangono in pochi. Quelli che ti dicono pregi e difetti, che ascoltano prima bene la tua domanda o che ti fanno domande in modo maieutico e, solo in base a quelle, descrivono ciò che sanno.

Gli altri? Annota mentalmente quello che dicono e pensano ma, soprattutto, chiediti perché lo dicono.

In ogni caso, metti sempre tutto in discussione (anche queste mie righe!) e fai sempre di testa tua. Sbagliare è fastidioso, ma sbagliare avendo seguito i consigli altrui, per reverenza o per insicurezza, è assai peggio. Alla fine non ci si riconosce più nelle scelte compiute.

Se ti piace questo ‘post’,  iscriviti ad educazioneglobale. Ti potrebbero anche interessare:

 

 

Comments

  1. Che bel post, divertente ma realistico! Io, a pochi mesi dal trasferimento nella scuola internazionale e in fase di valutazione per le medie, continuo ad incontrare persone che si sentono in dovere di farmi avere la loro opinione sulla didattica di questa scuola di cui, quando va bene, hanno sentito qualche commento vagante dalla vicina di casa. Per non parlare di quando capiscono che sto girando per open day x le medie: la conferma che sono insoddisfatta della mia scelta. Quando io voglio solo informarmi su cosa offrono altre scuole del territorio per non lasciare nulla di inesplorato. Per chiudere con quelli del “perché lì (la scuola dei propri figli) non scherzano!”, sottotitolato “lì studiano davvero, mica come nella scuola che hai scelto tu”

    1. Valeria mi hai fatto ridere…è proprio vero. Ti racconto questa: quando facevamo il giro per scegliere medie, io chiedevo molto in giro per informarmi, sia negli open day che (sono sincera ) anche ad altre mamme. E mi ero fatta un excel con tutte le varie opinioni,ma Non ridete, queste avevamo un fattore di moltiplicazione che lo diminuiva/aumentava in base al fatto se l’opinione arrivava da persona piu’ o meno affidabile o da persona per cui “tutto quello che faccio è perfetto o è pessimo”. Insomma una cosa davvero scientifica. Fortunatamente per il liceo ho delegato la scelta alla figlia….mi veniva male riprendere il mio programmino. ha ha ha!!!

  2. Grazie Elisabetta, molto liberatorio e molto vero!!!! Noi l’anno prossimo inizieremo la ricerca delle scuole superiori e non sappiamo che pesci prendere né a chi chiedere.

Che aspetti? Aggiungi un commento! - Leave a Reply