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Scegliere una scuola internazionale di lingua inglese: come valutarne la qualità?

Scegliere una scuola per i propri figli è sempre complicato. Nel caso più frequente – la scuola statale – vale il principio della comparazione dell’offerta formativa, della visita alla scuola nei giorni di orientamento (open day), del colloquio con la (o il) dirigente, del passaparola con altri genitori ed, infine, dell’augurarsi di avere docenti capaci.

Per la scuola secondaria di secondo grado, si possono aggiungere, tra i criteri di scelta, la valutazione dell’indirizzo di studi del liceo (classico, scientifico, linguistico, delle scienze umane, artistico) o dell’istituto tecnico o professionale, più la scelta della particolarità dell’offerta formativa, ossia le varie “curvature” (dall’Esabac al liceo con progetto Cambridge). Inoltre, meglio dare un’occhiata ad Eduscopio, e che tipo di contesto c’è in quella scuola.

Anche per le scuole italiane con inglese potenziato ci sono alcune accortezze, che ho descritto in Come valutare e scegliere una scuola bilingue: breve guida per genitori.

Ma per le scuole internazionali di lingua inglese? Esistono criteri per valutarne la qualità? La domanda mi viene posta non poche volte. Per questo motivo, ho deciso di raccogliere le domande che mi vengono poste più spesso ed azzardare alcune risposte.

Ecco a voi le FAQ sulle scuole internazionali.

Internazionale? Ma in che senso?

Cosa è una scuola internazionale? L’internazionalità è data dal curriculum, dal corpo studentesco, dal corpo docente o da tutto questo insieme? La risposta varia di caso in caso ma, in teoria, dovrebbero essere soddisfatte tutte e tre queste condizioni. A questo link una definizione breve

Quali sono le scuole internazionali in Italia?

La risposta la trovate in due post, uno è le scuole internazionali in lingua inglese in Italia; l’altro, riguarda soltanto quelle presenti a Roma.

Ovviamente, le scuole straniere sul nostro territorio non si limitano a quelle di lingua inglese. Esistono le ben note scuole francesi, così come quelle che offrono programmi di altri paesi, come, ad esempio, le scuole tedesche e svizzere.

Perché una simile scelta?

La scuola internazionale viene tipicamente scelta da famiglie che sentono la necessità di offrire ai propri figli una visione aperta del mondo, nonché la piena padronanza della lingua inglese. Le scuole internazionali hanno costi ingenti e questo crea una selezione per censo: in pochi se le possono permettere.

Quali famiglie le scelgono?

Di fatto, quanto ad utenza, le scuole internazionali sono popolate da tre gruppi: i nazionali del paese della scuola, (inglesi nelle scuole inglesi, americani nelle scuole americane, francesi nelle scuole francesi etc.); gli internazionali, cioè quelli che rovengono dall’Asia, dall’Africa, dal resto d’Europa e sono in Italia per qualche anno e scelgono una scuola non locale (ci sono anche gli americani che vanno all’inglese e viceversa, ma sono situazioni particolari); infine ci sono gli italiani, che per le scuole sono una fonte di reddito costante ma possono alterare la cultura della scuola.

Siccome le rette sono pesanti, vi sono due tipologie di italiani. Il primo gruppo è quello costituito da chi che non ha alcun problema finanziario nello sborsare la retta salatissima. Si tratta di famiglie che scelgono la scuola solo per il suo valore segnaletico: è uno status symbol. Il secondo gruppo, invece, ha deciso di investire una quota consistente del proprio reddito nell’educazione dei propri figli in quanto ha percepito che l’istruzione fa la differenza.

Quali sono i modelli?

Le scuole internazionali di lingua inglese che hanno sede in Italia, salvo rare eccezioni, sono di tre tipi diversi: americane, britanniche e “ibride” (o IB, ora ci arrivo).

  1. American Curriculum. Alla fine del percorso rilasciano l’American High School Diploma, hanno in più dei corsi avanzati, detti Corsi Honors e/o Advanced Placement;
  1. British Curriculum. Rilasciano a 16 anni i “General Certificate of Secondary Education” (GCSE, IGCSE che sono i test per i sedicenni) e, alla fine del percorso, gli “Advanced Level” (A-levels);
  1. Curriculum internazionale (io l’ho chiamato “modello ibrido”). Concepito dall’International Baccalaureate Organization con sede in Svizzera (Primary Years Program-PYP, Middle Years Program-MYP, International Baccalaureate-IB).

C’è qualche scuola che “pesca” dai programmi canadesi o che “importa” per singole materie elementi del sistema d’istruzione irlandese o australiano e poi ci sono alcuni strani esperimenti di “scuola in inglese” che non rilasciano titoli stranieri.

Va da sé, quindi, che l’utente è meglio che studi e compari le scuole prima di fare un investimento finanziario che, come si è detto, è molto oneroso.

Mentre il primo e il secondo modello afferiscono ai programmi di istruzione dei relativi paesi (rispettivamente, Stati Uniti e Inghilterra) e sono, quindi, influenzati dalle rispettive culture nazionali, quello dell’International Baccalaureate Organization è un modello di istruzione originariamente concepito, sulla base di studi su vari sistemi nazionali (qui ne potete leggere la storia), per i figli dei diplomatici.

Quello che una volta era visto come un sistema progettato per fornire uniformità ai bambini degli espatriati che vivono e lavorano all’estero (principalmente in Europa), è cresciuto dalla sua fondazione nel 1968, in un sistema educativo mondiale per studenti in età 3-19.  Nel programma IB, non si studia, ad esempio, la storia da un punto di vista nazionale o locale, ma si comparano periodi, paesi e culture differenti. Di fronte ad un conflitto mondiale, quindi, se ne analizzano le cause, le ragioni delle varie parti, le strategie, il processo che ha portato alla pace, in modo quanto più possibile oggettivo. Affrontando le religioni del mondo se ne comparano valori e dogmi e cosa possono avere in comune con lo studente, con la sua vita e con i suoi valori.

Cosa preferire?

Questo è interamente soggettivo. C’è chi preferisce il programma IB dalla scuola primaria (che si chiama PYP ) perché è internazionale, metodologicamente moderno e inquiry based e chi si trova spiazzato per la sensazione di assenza di “materie” e preferisce far riferimento al British National Curriculum o al Curriculum americano, se non altro per la maggiore facilità di accesso a programmi e linee guida presenti sui siti dei rispettivi Ministeri (Departments) dell’Educazione (anche se in Italia si dice “Istruzione”). Anche nella parte finale del percorso (come ho spiegato in IB o A-levels, quale scegliere?) ragioni diverse possono portare ad una o un’altra scelta.

La stessa scuola internazionale per tutto il percorso o no?

Nell’indecisione tra i modelli, molti genitori cambiano anche a sistema in corsa. Ad esempio, scuola britannica per la primaria, e IB per la secondaria. Inoltre il programma IB, specie per la scuola superiore, è ora visto come un gold standard educativo, per cui anche molte scuole britanniche scelgono il programma di IB Diploma nell’ultimo biennio.

Altra questione ancora è quella che riguarda i genitori che scelgono di far seguire ai propri figli solo in parte la scuola internazionale, per poi re-inserirli nella scuola italiana (su questo si veda più sotto).

Come valutarne la qualità?

E siamo arrivati al punto della valutazione della qualità. Per prima cosa consiglierei la lettura di un altro post: Come si riconosce una scuola eccellente? L’ho chiesto a un grande esperto: Stephen Spurr.

Fatto questo, va detto che esistono degli indicatori da prendere in considerazione (dei “proxy” direbbero gli economisti), che possono aiutare a scegliere.

1. Non tutte le scuole sono uguali

Non tutte le scuole internazionali sono uguali. Accade infatti che molte scuole sanno che i genitori italiani (e anche alcuni stranieri meno colti, va detto…) si accontentano di vedere insegnanti madrelingua. Tutto il resto è lasciato al caso.

2. La lingua: ma è un vero criterio? La percentuale di stranieri madrelingua

Molti sono portati a scegliere una scuola internazionale per dare la possibilità di far apprendere l’inglese ai propri figli. Per questi genitori, un indice importante è la folta presenza di bambini e ragazzi stranieri, possibilmente inglesi o americani (o, comunque, madrelingua). Il problema di questi genitori è che una volta soddisfatto il loro desiderio di “inglesità” (o “americanità”), non fanno pressione per quanto riguarda la qualità accademica. E questo è un problema per quelle famiglie che non hanno solo l’”inglesità” come motivazione principale. Da qui l’incomprensione tra queste due categorie.

Inoltre, scegliere una scuola straniera o bilingue solo per la lingua è molto costoso ma è anche un po’ rischioso: una scuola straniera non è una “scuola di lingua”. I genitori che la scelgono devono volere una buona istruzione per i figli e non un corso rinforzato di inglese (o altra lingua). Alcuni figli di genitori italiani messi in una scuola inglese in Italia non sapranno mai l’inglese come i coetanei angloamericani, e corrono il rischio di sentirsi inadeguati quando arrivano a 12-13 anni. Sapranno bene l’inglese, ma saranno persone che parleranno un inglese comunque non nativo. A peggiorare le cose, vi è che anche l’italiano rischia di essere non nativo. Non c’è nulla di più rischioso di avere un ragazzino che si sente insicuro con la propria lingua madre (l’italiano) e anche con la propria seconda lingua (l’inglese).

3. Gli altri criteri su cui giudicare

Insomma, la cosa sarà ora chiara: vi sono tanti altri criteri in base ai quali giudicare la qualità della scuola, oltre a quello della quantità di stranieri madrelingua che la scelgono. Molti di questi criteri si basano sulla misurabilità della parte finale del percorso (numero dei corsi disponibili, risultati degli esami standardizzati etc..). Alcuni, invece, riguardano tutto il percorso (come l’accreditamento presso enti esterni indipendenti). Cominciamo da questi ultimi.

4. Valutazione di enti esterni indipendenti

A differenza delle scuole francesi, le scuole britanniche o americane o, comunque, internazionali, sono entità private senza il monitoraggio governativo (ossia del Ministero dell’Educazione) dei loro programmi. È qui che entrano in gioco vari enti autonomi di certificazione delle scuole internazionali.

Per le scuole IB, l’organismo certificatore è l’International Baccalaureate Organization di cui ho già scritto più sopra. Per le scuole britanniche il marchio di qualità è il Council of British International Schools (COBIS). Il COBIS, è un’associazione di membri delle scuole britanniche di qualità ed è membro di un altro ente certificatore, l’Independent Schools Council (ISC) del Regno Unito. Il COBIS valuta le scuole all’estero collaborando con l’Ispettorato delle Scuole Indipendenti Britanniche (ISI), per accreditare le scuole britanniche in tutto il mondo. Questo sigillo di approvazione dovrebbe distinguere le scuole britanniche nella rete COBIS da quelle scuole che usano il termine “scuola britannica”, ma stanno principalmente insegnando il curriculum locale, con alcuni elementi del sistema inglese. Basta farsi un giro sui siti web di tutte le scuole internazionali in Italia, per vedere chi è stato valutato e approvato dai vari enti…e chi no.

5. Numero dei corsi disponibili

Un indicatore importante di qualità può essere quello del numero dei corsi disponibili nell’ultimo biennio di scuola secondaria.

Nelle scuole di lingua inglese, infatti, il curriculum dell’ultimo biennio lo studente se lo sceglie da solo, che si tratti di A­-levels (sistema britannico), di AP (sistema americano) o di materie IB (sistema internazionale) è indifferente. In tutti e tre i sistemi, infatti, non si sceglie un indirizzo di scuola a 14 anni (classico, linguistico, scientifico, delle scienze umane e via dicendo), ma si costruisce, strada facendo, il proprio indirizzo e il proprio esame di diploma.

Per l’accesso all’università gli studenti sono valutati non solo in base al voto ma anche al tipo e al numero di corsi frequentati, pertanto, anche l’ampia disponibilità di corsi è un indicatore da tenere in conto. Nel caso di una scuola americana, un indicatore utile potrebbe essere il numero di corsi AP disponibili e il numero di AP frequentati per studente, specie se confrontato con un benchmark di scuole simili in Italia in Europa. Ovviamente, è più difficile confrontare con la Boston Latin School oppure con la Stuyvesant High School, dove si passano dei test di ammissione (della Stuveysant ho scritto alla fine di questo post) ma il confronto si può fare con con scuole americane in altre città (Parigi, Amsterdam, Zurigo etc…). Se a parità di numero di studenti fanno meno corsi, o sono disponibili meno corsi rispetto a scuole di pari dimensione, questo è un indicatore.

6. I risultati degli esami standardizzati

Le scuole internazionali pubblicano sui propri siti web i risultati dei propri studenti agli esami finali.  Le scuole che hanno gli A level non seguono l’IB o gli AP, per gli esami finali (e viceversa) ma poiché si tratta – in tutti i casi – di esami standardizzati e corretti anonimamente, essi hanno un valore segnaletico circa la qualità della scuola.

Gli IGCSE sono i test per i sedicenni di scuole inglesi: i risultati degli IGCSE sono buoni predittori circa i risultati IB o A-level.

Nel caso di un IB, si compara la media della propria scuola con la media internazionale nella propria area di riferimento oppure, meglio ancora, si vanno a prendere le scuole internazionali di alcune città e si confronta la media, ma anche quanti sono i top student, cioè quelli che prendono più di 40.

Circa i risultati degli esami, bisogna tenere conto di un fatto: ci sono scuole internazionali che mostrano orgogliosamente i loro risultati come sopra la media, ma gli studenti sono influenzati anche dal background socio-economico dei genitori e, poiché i genitori di queste scuole sono facoltosi, il fatto che stiano solo nella media non indica iun granché.

7. Attenzione a leggere bene i dati…

Particolari attenzioni dovrebbero essere poste nel valutare i risultati agli esami IB degli studenti per una singola scuola. E’ bene sapere che molte scuole non ammettono tutti gli studenti all’IB, quindi selezionano i frequentanti, mentre i restanti studenti fanno altro (ad esempio AP, o A-level o il più semplice American Diploma). Il punto è che, così facendo, le medie dei punteggi IB di quella data scuola si alzano, perché la scuola finisce per separare i percorsi degli studenti più brillanti da quelli meno studiosi (un comportamento che prende il nome di “cream-skimming” e che, con modalità diverse, ha luogo anche nei licei italiani…).

Inoltre, è necessario considerare che le scuole più piccole statisticamente presentano una maggiore variabilità, per cui il voto medio di un anno è molto diverso da quello dell’anno successivo.

Fatte queste premesse, la media mondiale dei voti dell’IB si aggira intorno al 29-30. Voti dal 33 in su sono buoni, mentre le scuole con medie che viaggiano sui 36-37 sono in genere quelle che, come già accennato, escludono gli studenti meno competitivi. Dunque nel leggere i dati, meglio stare attenti a non prendere abbagli.

8. Sbocchi per gli studenti: dove vanno all’Università

Un altro criterio per valutare la qualità di una scuola è capire dove vanno poi a studiare gli studenti che ne escono. Se, ad esempio, ci sono pochi studenti che vanno a medicina in UK, ciò vorrà dire che i corsi di scienze sono poco apprezzati dagli uffici di ammissione di quelle università. Se molti, invece, vanno all’MIT (è una rarità, ma è solo per far capire) questo qualcosa vorrà pur dire. Le top 5 scuole inglesi mandano la metà dei propri studenti a Oxford, Cambridge e Imperial College, questo standard è ovviamente inarrivabile ma chi volesse conoscere i risultati delle scuole inglesi eccellenti dovrebbe controllare gli esiti degli esami di istituti come Saint Paul’s Girls School, Westminster, Eton e Harrow. Saint Paul’s Girls’ school, ad esempio, riesce a mandare la metà delle sue diplomate ad Oxford o Cambridge (neanche Eton fa tanto, solo uno su 3).

Comunque, se la scuola prescelta fa “solo” come la media, allora attenzione. Se le informazioni di cui sopra non sono disponibili sul sito sarà il caso di chiedersi come mai e se proprio nessuno va ad Oxbridge oppure ad Harvard o Stanford, allora meglio stare lontani da quella scuola.

9. L’italiano nelle scuole internazionali.

In molte scuole internazionali non esiste un corso native per l’italiano ma, spesso, solo second language, oppure il corso di italiano native è di livello scarso. Insomma, se il figlio aspira a diventare un italianista o un notaio, attenzione. D’altro canto, alcune scuole internazionali, invece, hanno più ore di italiano di altre e offrono l’opportunità di far sostenere ai propri figli, in modo organizzato dalla scuola, l’esame di licenza primaria e media come privatisti. Informarsi non costa nulla.

10. Le scuole internazionali e la cultura dei genitori.

Entrare in una scuola internazionale e non adeguarsi alla cultura del paese di origine (se la scuola è buona – qualsiasi scuola – ha una cultura di origine) vuol dire esporsi a seri rischi di incomprensione culturale. In una scuola americana o inglese il fatto di pagare una retta salata non esonera i genitori dall’obbligo di partecipare attivamente alla vita della scuola e alla formazione del figlio.

11. Scuola italiana o scuola internazionale?

Le scuole internazionali di buona qualità offrono ai propri studenti opportunità inimmaginabili per le scuole italiane. Gli studenti sono monitorati, incoraggiati e guidati anche nella scelta del percorso universitario successivo. Ovviamente devono valere alcune condizioni: la scuola internazionale deve essere buona, la retta non è un vincolo insuperabile, si è disposti a immergersi in una cultura diversa, il figlio non vuole fare il chitarrista, il danzatore o il notaio. D’altro canto, la scuola internazionale è privata e con rette molto alte, spesso non è una scuola di quartiere ma un specie di “bolla” di cultura estera in Italia. E’ – insomma – un’opportunità stimolante che però non rappresenta uno spaccato della società italiana. Si tratta di elementi da valutare attentamente.

12. Attenzione all’ammissione all’università italiana

Per le scuole europee il problema non si pone più, ma se la scuola è americana, l’ammissione all’Università italiana con il semplice diploma di high school non è sufficiente e sono necessari requisiti aggiuntivi (poi uno si chiede come mai ci sono pochi studenti stranieri in Italia). Ne ho scritto in Il quarto anno di liceo negli USA…e poi?

13. Le scuole bilingui e i “percorsi combinati”

La scuola bilingue è normalmente in italiano più qualche materia in inglese. E’ tutta un’altra scelta, sulla quale rimando al post Come valutare e scegliere una scuola bilingue? Breve guida per genitori.

Per tenere i piedi in due staffe, le scuole bilingui sono forse le più adatte, anche se l’offerta in Italia è piuttosto asfittica e, in certe città,  limitata a scuole paritarie cattoliche riconvertite in quasi-bilingui. La scuola bilingue ha comunque il pregio che è più facile uscire dal sistema e quindi permette di correggere eventuali errori di valutazione iniziale.

In teoria, poi, la scelta della scuola internazionale può non essere per sempre. Da un lato, c’è chi afferma che frequentare una scuola internazionale alle elementari e medie per poi passare al liceo è una forma di sovrainvestimento. D’altro canto, è vera anche un’altra considerazione: durante l’adolescenza esplodono talmente tante differenze individuali che ogni percorso formativo può rivelarsi ottimo oppure catastrofico per il singolo studente.

Chi ha più figli toccherà con mano quanto sia vero che i singoli individui hanno caratteristiche e talenti diversi, per cui la scelta che funziona con uno potrebbe risultare fallimentare con un altro. Poi c’è chi si forma nelle buone scuole e chi si forma malgrado le cattive scuole ma c’è pure chi sembra prendere sempre e solo il peggio degli insegnamenti che gli/le vengono impartiti.

14. Un po’ di buon senso…ovvero se tuo figlio è uno studente “debole”

Se uno ha un figlio poco studioso o un pò immaturo, metterlo in una scuola troppo competitiva può far sentirlo inferiore e renderlo rinunciatario, peggiorando il risultato. In altri termini, qualche volta è meglio fare il big fish in the little pond, ossia scegliere scuole non troppo esigenti o competitive. per citare il  libro di Malcom Gladwell “David & Goliath”. Dunque giudicate anche il grado di competitività della scuola.

In realtà molte scuole internazionali di lingua inglese sono avanti nella gestione dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA, che in inglese si chiamano special needs). Alcune hanno anche il sostegno per i disturbi dello spettro autistico. Anche se avete un figlio senza particolari problemi, cercate di capire se la scuola ha un team di insegnanti che si occupano di special needs. E’ comunque un segno di attenzione verso gli alunni.

Per concludere…

Dedicare tempo a visitare i siti delle scuole è importante, così come lo è visitarle e studiarne i programmi e parlare con il principal rivolgendo domande precise. Non credo di aver dato una risposta definitiva né – del resto – credo sia mio compito, spero solo che questo post sia utile come bussola per scegliere al meglio.

 

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Comments

  1. Ciao Elisabetta,  

    Sono Simona ,una volta mi è capitato un tuo post riguardo le scuole e da allora mi sono iscritta.

    Mi piacerebbe avere un parere da lei.

    Siamo una famiglia italiana con 3 figli di cui uno 13enne, un 11enne e la terza ha soli 3 anni, con residenza a Roma esattamente vicino l eur zona, ma per motivi di lavoro siamo all estero, Africa.

    I nostri figli sono solo nati a Roma, ma hanno sempre viaggiato con noi. 

    Siamo stati in paesi differenti ed hanno seguito la scuola internazionale inglese, tranne il primo figlio che ha fatto la prima e seconda elementare in una scuola italiana.

    Attualmente il grande frequenta la year 9, il secondo la year 6 e la piccola la nursery.

    L’anno prossimo cioè, il prossimo anno scolastico(Settembre)dovremo rientrare molto probabilmente a Roma.

    Sinceramente pagare per tutti e tre una scuola privata internazionale nn so se rientra nelle nostre capacità economiche .

    Con mio marito stavamo pensando ad una scuola italiana paritaria, bilingue, o con inglese rafforzato o nn saprei. Soprattutto per il grande che è prossimo alla scuola secondaria. 

    Vivendo sempre all estero nn so molto della scuola italiana. 

    Magari una scuola secondaria che dia la possibilità per una continuità universitaria all estero.

    I ragazzi parlano molto bene inglese e si esprimono molto bene ma nn si può dire lo stesso per la loro madre lingue,( l italiano lo facciamo a casa, io con loro).

    Per piacere ci può dare un consiglio lei, dei siti da guardare, delle scuole da prendere in considerazione, cosa esiste su Roma.

    Spero di nn essere stata troppo prolissa e di averle dato le giuste informazioni.

    In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente  

                               Simona

    1. Ciao Simona,
      inizio dalla fine: anche con una maturità italiana si può studiare all’Università all’estero, è solo che l’application te la devi fare da te. Rientrare in italia non è facile: anche nelle scuole bilingui o comunque con molto inglese i tuoi figli saranno molto avanti con la lingua inglese e comunque indietro con quella italiana. Troveranno il metodo noioso e nozionistico rispetto alle scuole internazionali. Sarà quindi importante che trovino dei gruppi di coetanei con cui si trovano bene, ma questo sarà totalmente casuale e purtroppo non prevedibile.
      Dunque, se non ti puoi permettere una scuola internazionale per tutti e tre (e lo capisco!!) puoi anche orientarti sulla scuola italiana e mantenere l’inglese con ragazze alla pari o altri mezzi, oppure optare per una bilingue senza aspettarti troppo.
      Per il grande, il rientro non sarà facile, anche perché il grado di impegno che gli è rischiesto è alto. All’EUR so che c’è l’Highlands Institute che è bilingue http://highlandsroma.com/offerta-formativa/ E’ dei legionari di cristo, credo, dunque immagino che sia una scuola fortemente religiosa. Io non lo conosco direttamente, quindi non so dirti della qualità, ma penso che offra molti servizi. In alternativa tra le paritarie c’è l’istituto Massimo, quello dei gesuiti, che ha una tradizione consolidata https://www.istitutomassimo.it/
      Per la bambina piccola troverai molte scuole bilingui dell’infanzia. Penso ve ne sia una de La Maisonnette all’Eur e anche il Serafino.
      Se le cose fossero molto difficili con il più grande, potresti pensare di mandare solo lui alla scuola internazionale, anche se capisco che può creare sperequazioni tra i figli.
      Scusa se chiudo qui ma sono di un po’ di corsa. Spero di essrti stata utile

  2. Ciao Elisabetta,  

    Sono Simona ,una volta mi è capitato un tuo post riguardo le scuole e da allora mi sono iscritta.

    Mi piacerebbe avere un parere da lei.

    Siamo una famiglia italiana con 3 figli di cui uno 13enne, un 11enne e la terza ha soli 3 anni, con residenza a Roma esattamente vicino l eur zona, ma per motivi di lavoro siamo all estero, Africa.

    I nostri figli sono solo nati a Roma, ma hanno sempre viaggiato con noi. 

    Siamo stati in paesi differenti ed hanno seguito la scuola internazionale inglese, tranne il primo figlio che ha fatto la prima e seconda elementare in una scuola italiana.

    Attualmente il grande frequenta la year 9, il secondo la year 6 e la piccola la nursery.

    L’anno prossimo cioè, il prossimo anno scolastico(Settembre)dovremo rientrare molto probabilmente a Roma.

    Sinceramente pagare per tutti e tre una scuola privata internazionale nn so se rientra nelle nostre capacità economiche .

    Con mio marito stavamo pensando ad una scuola italiana paritaria, bilingue, o con inglese rafforzato o nn saprei. Soprattutto per il grande che è prossimo alla scuola secondaria. 

    Vivendo sempre all estero nn so molto della scuola italiana. 

    Magari una scuola secondaria che dia la possibilità per una continuità universitaria all estero.

    I ragazzi parlano molto bene inglese e si esprimono molto bene ma nn si può dire lo stesso per la loro madre lingue,( l italiano lo facciamo a casa, io con loro).

    Per piacere ci può dare un consiglio lei, dei siti da guardare, delle scuole da prendere in considerazione, cosa esiste su Roma.

    Spero di nn essere stata troppo prolissa e di averle dato le giuste informazioni.

    In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente  

                               Simona

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